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Gli eredi Mattei contro Meloni: “Non usi il nome di Enrico per il suo piano”

Una pec con oggetto «Diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto “Piano Mattei”». Firmata Pietro Mattei, uno dei nipoti del fondatore dell’Eni morto nel 1962 in un incidente aereo a Bascapé. E inviata alla presidenza del Consiglio, mentre tra gli eredi e l’azienda c’è anche una disputa che riguarda alcuni beni. In particolare oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento. E soprattutto due nature morte di Giorgio Morandi, appartenute all’industriale, per cui è stata presentata una citazione in sede civile per petizione ereditaria al tribunale di Macerata contro l’azienda di Claudio Descalzi.

La storia che racconta La Stampa parte proprio dalla diffida. Pietro e Rosangela detta Rosy sono figli di Italo, fratello minore di Enrico. Pietro è l’erede unico della vedova di Mattei Margherita Paulas, un’ex ballerina austriaca morta nel 2000. È quindi titolare del 66% dei beni di famiglia. Rosy cura una Casa Museo a Matelica. Pietro ha deciso di diffidare Meloni dopo due anni dall’avvio del piano strategico di partenariato con i paesi africani intitolato al fondatore dell’Eni. Che dopo il 1953 lanciò la sfida alle Sette Sorelle, le compagnie del petrolio che all’epoca avevano il monopolio mondiale dell’estrazione di greggio. Firmando accordi con l’Urss, i paesi del mondo arabo e l’Iran. E rompendo il cartello. Così Eni diventò la fautrice della politica energetica autonoma dell’Italia.

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