Il vertice Nato di Ankara rappresenta un passaggio decisivo per i rapporti tra Europa e Stati Uniti
Sul quotidiano Domani, Gigi Riva sostiene che il prossimo vertice Nato di Ankara rappresenterà un passaggio decisivo per i rapporti tra Europa e Stati Uniti. Donald Trump arriverà al summit con un obiettivo preciso: ottenere dagli alleati il rispetto dell’impegno ad aumentare le spese per la difesa fino al 5% del Pil, una richiesta che mette in particolare difficoltà l’Italia. Il governo Meloni, osserva l’autore, si trova stretto tra le pressioni americane e un’opinione pubblica che preferirebbe destinare le limitate risorse disponibili a welfare, salari e crescita economica piuttosto che agli armamenti. Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i conti pubblici, ma il futuro stesso dell’Alleanza Atlantica. Secondo Riva, gli Stati Uniti stanno ridefinendo il proprio ruolo internazionale chiedendo agli europei di assumersi una quota molto maggiore dei costi della sicurezza comune, soprattutto sul fronte ucraino. Ciò costringe i governi europei a ripensare il modello di difesa costruito dopo la Guerra fredda e apre tensioni anche all’interno della maggioranza italiana, dove non tutti condividono un aumento così consistente della spesa militare. Per l’autore, proprio questa situazione dovrebbe rilanciare il progetto di una vera difesa europea: mettere in comune risorse e capacità consentirebbe infatti di rafforzare la sicurezza del continente riducendo duplicazioni e costi. L’Italia, conclude Riva, non può continuare a mantenere una posizione ambigua, cercando contemporaneamente di assecondare Washington senza essere in grado di sostenere gli impegni assunti. Se gli Stati Uniti ridurranno il proprio ruolo nella sicurezza europea, il continente dovrà inevitabilmente assumersi maggiori responsabilità, dotandosi di strumenti comuni più credibili ed efficaci.





