A Siena ormai con la testa verso il cielo, il Palio sempre più condizionato dalla pioggia e Nuvoletta è autoironica
Andrea Bianchi Sugarelli.
Una volta erano le bizze del destino, oggi sempre più spesso sono le bizze del meteo. E a Siena, dove il Palio vive di rito, passioni, tufo ben tirato e secolare ostinazione, negli ultimi anni la pioggia è diventata una protagonista inattesa. Non più episodio raro, ma presenza ricorrente tra giugno e agosto, nel cuore di quella stagione che la tradizione voleva asciutta, feroce di sole e di calura.
Il recente aumento di precipitazioni anomale è un segnale evidente di come il riscaldamento globale stia alterando anche il clima estivo mediterraneo. Fenomeni già conosciuti nel Novecento, certo, ma nel Terzo Millennio molto più frequenti e intensi. Il Palio, che da sempre convive con il fato, oggi deve fare i conti anche con radar, allerte e previsioni.
I numeri raccontano bene il cambio d’epoca. Negli ultimi tre anni si è toccato il record: cinque prove rinviate su 36 disponibili e, su sei Palii corsi, ben tre rinvii della Carriera. Tanto che, con l’ironia senese che serve a sdrammatizzare, il sindaco Nicoletta Fabio ha giocato con vocali e consonanti ribattezzandosi “Nuvoletta”.
Ma i precedenti non mancano. Nell’agosto 2022 la pioggia notturna fece slittare la segnatura dei cavalli, l’assegnazione al pomeriggio che annullò la prima prova per arrivare addirittura al rinvio del Palio al 17 agosto. Nell’Assunta 2017 furono cancellate le prove mattutine di addestramento; nel luglio dello stesso anno le prove di notte slittarono alle 7 e furono ridotte da otto a cinque, con tratta posticipata al pomeriggio. Nell’agosto 2015, ancora pioggia: addestramento annullato e Carriera rinviata al 17. Nel 2010 un violento acquazzone dopo le batterie spostò l’assegnazione subito dopo pranzo e fece saltare la prima prova. Nel 2002 il Drappellone fu presentato al teatro dei Rinnovati, e la tratta slittò di un giorno. Già nell’agosto 1999, ultimo Palio del Novecento, un acquazzone rinviò al pomeriggio l’assegnazione dei cavalli.
E anche per il Palio di Provenzano 2026 il cielo resta sorvegliato speciale. Per oggi le previsioni indicano una leggera pioggiarella nel pomeriggio. Ancora più delicato il quadro per il 2 luglio, giorno della Carriera, quando i modelli segnalano addirittura un acquazzone a metà pomeriggio.
Così oggi i contradaioli, oltre a studiare cavalli, monte e strategie, tengono d’occhio il cielo con un’attenzione che una volta era impensabile. Perché ormai a Siena, prima ancora di capire chi può vincere, c’è da vedere se il Palio si correrà davvero nel suo secolare e tradizionale giorno.





