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Tra il caldissimo e la necessità di chiudere i cantieri del Pnrr entro il 30 giugno nasce la preoccupazione di Marchettini (Ance)

“Da 41 anni vivo nei cantieri e il meteo è fondamentale”. Parola di Giannetto Marchettini, imprenditore edile e pluriconfermato presidente di Ance Siena, che commenta su La Nazione gli effetti dell’ondata di calore in corso sul territorio: “Dal 1985, quando ho iniziato a lavorare, fino a pochi anni fa, non ricordo di ordinanze come quella estiva a tutela dei lavoratori emessa dalla Regione Toscana – sottolinea –. Ma non rammento neppure temperature così elevate da maggio a ottobre come si registra negli ultimi tempi”. E ancora: “Una volta, nei 15 giorni di caldo intenso tra luglio e agosto, si pianificavano le attività, mettendo i lavoratori a eseguire interventi al chiuso come le ristrutturazioni – continua Marchettini –. La stessa cosa succedeva con il gelo in inverno, perché il meteo condiziona anche i materiali utilizzati”.

Opportuna dunque l’ordinanza estiva della Regione a tutela dei lavoratori, con la quale si impone la sospensione delle attività lavorative all’aperto dalle 12,30 alle 16. Tuttavia la normativa comporta delle conseguenze: “Entro il 30 giugno vanno chiusi i cantieri dei progetti Pnrr – le parole del presidente di Ance Siena –, quindi siamo obbligati a correre ancora di più per rispettare la scadenza e ultimare le ultime cose, visto che la sosta lavorativa prevista dall’ordinanza della Regione comporta inevitabili rallentamenti”. Di qui l’anticipo dell’orario di lavoro nei cantieri anche alle 6 del mattino, in modo da recuperare tempo prezioso: “Si tira il più possibile – continua Marchettini –, perché alcune lavorazioni come la malta, i calcestruzzi e gli intonaci non si possono fare con 35 gradi. Per non parlare poi di guaine e saldature con la fiamma ossidrica”. Ci sono poi i disagi legati ai cantieri in trasferta: “Chi lavora a un’ora da casa, per esempio a Firenze o ad Arezzo – evidenzia il numero uno di Ance Siena –, viene penalizzato da questo ’orario spezzato’ previsto dall’ordinanza della Regione, per questo si anticipano le attività la mattina presto”.

Marchettini conclude: “Dobbiamo metterci nell’ordine di idee che il caldo o il gelo rallentano comunque le attività produttive nel loro complesso, e in particolare quelle all’aperto. In ogni caso, se si superano i 35 gradi, c’è la possibilità di mettere i lavoratori in cassa integrazione“. E infine: “Resta il problema delle scadenze del Pnrr da rispettare – conclude il leader dei Costruttori senesi – perché si rallentano le attività proprio quando invece si dovrebbero accelerare”. La Cassa Edile di Siena conta circa 600 imprese (delle quali una cinquantina iscritte ad Ance Siena) e in totale circa 2.700 addetti: “I problemi sono gli stessi – rimarca Marchettini –. Per tutti”.

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