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Tra pane carasau e porceddu Alemanno ha ricordato anche a Vannacci la drammatica situazione delle carceri

Cena a Roma Nord per Roberto Vannacci e Gianni Alemanno. I due si sono incontrati in un ristorante sardo poche ore dopo l’uscita dell’ex sindaco di Roma dal carcere di Rebibbia. Come promesso, il leader di Futuro Nazionale ha accolto Alemanno insieme a un gruppo di parlamentari del movimento, tra cui Ziello, Furgiuele, Sasso e Pozzolo. “Berremo del vino e parleremo di tante cose”, ha dichiarato Vannacci. Segno della croce, brindisi in piedi e, a chiudere, un “A noi”. È iniziata così la cena con in tutto una ventina di persone presenti. “La lode a Dio, la spada al Re, il cuore alla dama e l’onore a me”, il codice etico dei cavalieri medievali recitato da un giovane attivista di Futuro Nazionale al tavolo. L’invocazione si è conclusa con l’augurio: “Per l’Italia e a noi”. Molti giornali si sono occupati della cena di Vannacci con Alemanno. Al di là delle riflessioni politiche su questa unione va aperta una riflessione sulla situazione drammatica delle carceri e l’ex sindaco di Roma lo ha detto senza peli sulla lingua. E questa considerazione è più importante del pane carasau e del porceddu presente sul tavolo.

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