#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

Colloqui Usa-Iran, intesa sui fondi ma resta il giallo delle ispezioni Aiea

Ariel Piccini Warschauer.

Una giornata di annunci incrociati e repentine frenate diplomatiche. I colloqui riservati in Svizzera tra Washington e Teheran segnano un’improvvisa accelerazione nella crisi mediorientale. I negoziati – che vedono impegnati l’amministrazione Trump, guidata dal vicepresidente JD Vance, e la delegazione iraniana con il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf – hanno prodotto i primi effetti tangibili, ma mostrano profonde divergenze di lettura tra le due capitali.

Il primo risultato concreto è lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, suddivisi in due tranche. La Casa Bianca ha subito blindato la concessione per evitare critiche interne: «Il denaro sarà depositato in un conto fiduciario controllato dagli Stati Uniti», ha precisato Donald Trump su Truth. «Sarà utilizzato esclusivamente per l’acquisto di cibo e forniture mediche dagli USA, tra cui mais e grano dei nostri agricoltori». In cambio, l’Iran consentirà il transito regolare del greggio, una mossa che ha registrato flussi record nello Stretto di Hormuz e un calo dei prezzi del petrolio.

Il vero nodo resta però la portata dell’accordo sul nucleare. Se Vance ha definito «una pietra miliare» il via della Repubblica Islamica al ritorno degli ispettori dell’Aiea, Trump si è spinto oltre, parlando di «ispezioni di altissimo livello per un periodo di tempo infinito», motivo per cui ha revocato il blocco navale a Hormuz.

La replica di Teheran è stata però una doccia fredda. Il portavoce degli Esteri, Esmail Baghaei, ha smentito “nuovi impegni” oltre i limiti fissati dal Parlamento e ha posto un veto invalicabile: l’Aiea non potrà ispezionare i siti militari e nucleari danneggiati dai recenti raid di Israele e Stati Uniti. Anche il presidente iraniano  Masoud Pezeshkian ha frenato: «Dichiarazioni fuori dal testo concordato non aiutano».

Lo sviluppo dei colloqui è seguito con freddezza a Gerusalemme. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, pur ringraziando gli USA, ha rilanciato l’obiettivo di una totale indipendenza strategica: «Dobbiamo liberarci dalla dipendenza dagli Stati Uniti e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti. Con l’Iran non è finita». Nel frattempo Teheran si muove per ridefinire gli equilibri marittimi: Ghalibaf ha annunciato che lo Stretto di Hormuz sarà gestito dall’Iran, che sta già progettando tariffe e servizi di navigazione insieme all’Oman.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti