#ECONOMIA #ULTIME NOTIZIE

Quando il premio Nobel Robert Mundell viveva a Santa Colomba e organizzava gli Incontri insieme a Verzili e Cresti

Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia ha citato Robert Mundell, il premio Nobel per l’economia che viveva a Siena, nella villa di Santa Colomba, e insieme al Monte dei Paschi di Danilo Verzili e Giovanni Cresti organizzava ogni anno i famosi Incontri di Santa Colomba. “È tempo che gli europei si sveglino”. Robert Mundell scrisse queste parole nel 1969, in un saggio rimasto a lungo nell’ombra. Fabio Panetta, governatore di Banca d’Italia e membro del Consiglio direttivo della Bce, le ha rilanciate a Roma come un monito attualissimo, aprendo il workshop internazionale organizzato con il CEPR e l’Università LUISS in onore del grande economista canadese, premio Nobel 1999. Lo scrive La Stampa.

L’occasione era accademica, ma il messaggio tutt’altro. In una stagione segnata da guerra, frammentazione geopolitica e disruption tecnologica, Panetta ha usato la lezione di Mundell per tracciare un’agenda politica ed economica per l’Europa — e per l’euro.

Il punto di partenza è una riscoperta. Esiste un Mundell meno noto, ha spiegato il governatore, più visionario di quello dei manuali. Nel celebre saggio del 1961 sulle «aree valutarie ottimali», l’economista identificava nella scarsa mobilità del lavoro il principale ostacolo a un’unione monetaria europea. Ma nel 1969, in un paper preparato per una conferenza newyorkese e ritrovato solo nel 2012, andava oltre: «Il caso per una moneta europea deve essere fatto principalmente su basi politiche, proprio perché la politica nel senso più ampio della parola deve prevalere sull’economia».

«L’unione monetaria europea», ha sottolineato Panetta raccogliendo il filo, «non è mai stata un mero progetto economico. È stata, fin dall’inizio, parte di un progetto politico più ampio, nato dalle ceneri di due guerre mondiali». Come aveva intuito Robert Schuman mettendo in comune carbone e acciaio nel 1951 per rendere il conflitto tra nazioni europee «non solo impensabile, ma materialmente impossibile».

L’euro ha poi resistito a due ondate di crisi, ma con esiti assai diversi. Alla crisi finanziaria globale del 2007-08 e a quella del debito sovrano del 2010-11, l’Europa rispose in ordine sparso: politiche fiscali procicliche e non coordinate, frammentazione tra «core» e «periferia», e il peso della stabilizzazione scaricato tutto sulla politica monetaria. Fu il «whatever it takes» di Mario Draghi a salvare la moneta unica.

La pandemia e lo shock energetico seguìto all’invasione russa dell’Ucraina furono, secondo Panetta, «ancora più severi e di portata più ampia». Ma stavolta la risposta fu diversa: «Il programma Next Generation EU ha complementato la politica monetaria invece di lavorarle contro». La lezione, ha detto il governatore, è chiara: «Quando l’Europa agisce con scopo comune, può avanzare nella sua costruzione in modi che prima sembravano impossibili».

Da qui, tre fronti di lavoro indicati da Panetta. Il primo è rilanciare la crescita economica attraverso riforme e investimenti comuni in ricerca, energia, infrastrutture digitali e intelligenza artificiale. Il secondo è costruire una vera unione dei mercati dei capitali: «L’Europa non può finanziare l’innovazione, la transizione verde e le capacità di difesa attraverso mercati nazionali frammentati». Serve regolazione più semplice e armonizzata, e «un’attività sicura europea garantita congiuntamente dagli Stati membri».

Il terzo fronte riguarda la sovranità monetaria digitale. Anche qui Mundell aveva visto lontano: nel 1969 avvertiva che la sovranità monetaria europea era già erosa dal dollaro e dal mercato degli eurodollari. Oggi la minaccia si ripresenta in forma nuova, con le infrastrutture critiche — pagamenti inclusi — diventate «strumenti di pressione geopolitica». L’euro digitale, ha concluso Panetta, serve a garantire che «la moneta della banca centrale rimanga disponibile in forma digitale ovunque avvengano i pagamenti».

«L’euro», ha detto il governatore nella chiosa finale, «non è semplicemente una valuta. È un simbolo di ciò che l’Europa rappresenta: unità, sovranità, prosperità economica, e la capacità di difendere i valori politici di libertà e apertura».

Quando il premio Nobel Robert Mundell viveva a Santa Colomba e organizzava gli Incontri insieme a Verzili e Cresti

Attesa per il cda di Banca Monte

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti