La disobbedienza civile e culturale come forma essenziale di difesa della democrazia
Concita De Gregorio su La Repubblica ribalta una convinzione diffusa: il problema delle democrazie contemporanee non è la disobbedienza, ma l’obbedienza. Leader controversi come Trump, ma anche figure populiste europee, esistono perché milioni di cittadini li seguono e li legittimano. De Gregorio denuncia una progressiva assuefazione dell’opinione pubblica a guerre, tragedie umanitarie e comportamenti politici sempre più estremi. Ciò che un tempo avrebbe suscitato indignazione oggi viene percepito come normale. Alla base c’è, secondo la giornalista, una crisi delle competenze e della conoscenza. La società digitale ha alimentato l’illusione che tutti possano parlare di tutto senza studio o preparazione. Ne deriva un impoverimento del dibattito pubblico e una crescente difficoltà nel distinguere tra competenza e improvvisazione. Il vero atto politico oggi diventa quindi la capacità di dissentire, di esercitare spirito critico e di rifiutare passivamente ciò che appare inevitabile. La disobbedienza civile e culturale – conclude – viene presentata come una forma essenziale di difesa della democrazia.





