Quelle scale mobili vanto di Perugia e realizzate dal sindaco illuminato Giorgio Casoli
Se andate a Perugia e arrivate in corso Vannucci con le scale mobili provate a pensare a quella città senza quella risalita meccanica. Eppure non fu facile idearle e soprattutto realizzarle. L’intuizione fu del sindaco socialista Stelio Zaganelli ma l’opera fu portata a termine dal primo cittadino Giorgio Casoli. Era il 18 giugno del 1983 e nessuno si fece un selfie, perché i cellulari non li avevano ancora inventati. Ma chi, in quel giorno di 40 anni fa, mise piede nella Rocca Paolina forse non si rese neanche conto di di essere entrato nella storia. Perché il 18 giugno 1983 venne tagliato il nastro delle prime scale mobili di Perugia, che da piazza Partigiani andavano a sbucare sotto il Palazzo della Provincia di piazza Italia, nel cuore dell’acropoli, ricorda La Nazione. Le cinque rampe di acciaio andavano a violare la fortezza, le case sotterrate dei Baglioni, l’antica oppressione papale sulla città. A più d’uno sembrò una bestemmia, un reato di lesa storia.
Infatti il sindaco Casoli, socialista, massone, ex magistrato, venne accusato di voler cancellare la storia, ma andò fino in fondo e quella sua azione è stata ricordata a Perugia durante un convegno promosso dal collegio umbro del Grande Oriente d’Italia in occasione delle celebrazioni del 20 giugno 1859, quando la città ricorda una delle più brutali repressioni armate della storia risorgimentale che vide i cittadini insorgere contro lo Stato Pontificio e finire trucidati per mano di truppe mercenarie inviate da papa Pio IX.
Quelle scale mobili, peraltro ben conservate, rappresentano ancora oggi un modello.





