#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

Netanyahu attacca l’Europa: “Vili contro i barbari, difendiamo anche voi”

Ariel Piccini Warschauer.

Un attacco frontale, privo di diplomazia, che squarcia il velo dei già tesi rapporti tra Israele e le cancellerie europee. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sceglie i microfoni dell’emittente americana CNBC per lanciare un durissimo atto d’accusa contro i leader del Vecchio Continente, rei – a suo dire – di aver criticato le operazioni militari israeliane per mero calcolo politico interno e debolezza ideologica.

Nel mirino del premier finisce in primis il presidente francese Emmanuel Macron, capofila di una frangia di leader europei sempre più espliciti nel chiedere un freno alle azioni israeliane. Ma la critica di Netanyahu non si ferma ai singoli leader, assumendo i toni di una vera e propria reprimenda di civiltà.

«Il modo in cui i leader europei assecondano le minoranze islamiche radicali nei propri Paesi è vergognoso», ha scandito Netanyahu nel corso di una lunga intervista.

Secondo l’analisi del capo del governo di Tel Aviv, l’Europa starebbe commettendo un errore storico di valutazione, dettato dal timore delle tensioni sociali con le minoranze islamiche entro i propri confini. Una linea di condotta che Netanyahu definisce senza giri di parole come una mancanza di coraggio morale di fronte a una minaccia globale.

«Sanno che stiamo proteggendo anche loro», ha incalzato il premier, tracciando una linea netta tra il conflitto in corso e la sicurezza dell’intero Occidente. «Ma non hanno il fegato di alzarsi in piedi e schierarsi dalla parte giusta, quella che salverà la nostra civiltà contro questi barbari».

Le parole di Netanyahu non sono solo uno sfogo, ma cristallizzano la profonda spaccatura geopolitica tra lo Stato ebraico e una parte significativa dell’Unione Europea. Mentre Israele rivendica il diritto e il dovere di proseguire la propria campagna militare per eradicare la minaccia terroristica, da Bruxelles e dalle principali capitali europee si moltiplicano gli appelli al rispetto del diritto internazionale, alla tutela dei civili e al cessate il fuoco.

L’affondo di ieri rischia ora di irrigidire ulteriormente i rapporti diplomatici, proprio mentre la comunità internazionale tenta faticosamente di tessere la tela di un negoziato. Per Netanyahu, tuttavia, il compromesso non sembra contemplato: la guerra di Israele, nella sua visione, resta l’ultimo baluardo a difesa dei valori occidentali. Anche a costo di doverlo fare in aperta polemica con l’Occidente stesso.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti