Il Pd pensa al congresso ma soprattutto a chi candidare sindaco di Siena nel 2028
Stefano Bisi.
Il congresso provinciale di Siena del Pd è in corso. Alla fine segretario sarà eletto il favorito Nico Bartalini, ma lo sfidante Giacomo Bassi proverà a insidiarlo fino all’ultima curva. Ma tra un’assemblea e l’altra i piddini pensano a chi candidare a sindaco di Siena nel 2028. Se sentite i dirigenti vi diranno che prima si devono scrivere i programmi ma alla fine ci vorrà un nome e cognome per provare a riconquistare il Comune dove la fascia tricolore è nelle mani di Nicoletta Fabio che governa con astuzia evitando di creare contrasti nella sua maggioranza ed è per questo che l’assessore Enrico Tucci non sarà sostituito. Poi siamo già in fibrillazione da Palio ed è meglio non provocare discussioni.
I piddini a chi pensano? Negli ultimi tempi è iperattiva la segretaria della Cgil Alice D’Ercole “ma è un po’ troppo sinistra” dicono i suoi critici. Meglio andare su un profilo moderato ed ecco spuntare Francesco Frati, ex rettore dell’università, presidente di Tls e del basket mensanino. E per compiacere il cardinale Augusto Lojudice, sempre più protagonista nelle decisioni delle vita pubblica, il Pd potrebbe puntare su Massimo Bianchi, docente universitario ed ex assessore. E nell’orbita cardinalizia c’è Carlo Rossi, ex presidente della Fondazione Monte dei Paschi e da pochi mesi presidente dell’Opera del duomo su nomina di Lojudice. C’è chi dice che il notaio Riccardo Coppini, neo guida di Palazzo Sansedoni, potrebbe traslocare e arrivare in Comune, ma per quale schieramento politico? C’è chi prova a far scendere in campo Angelo Riccaboni, ex rettore dell’università e presidente della Fondazione Prima, insignito del Mangia, ma i critici dicono che è un po’ troppo autonomo. E Mauro Rosati? Il direttore della Fondazione Qualivita è andato vicino alla nomina a presidente della Fondazione Monte dei Paschi e i suoi sostenitori potrebbero candidarlo a sindaco ma la stima che riceve dal ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida non lo aiuta. C’è chi pensa ad Alessandro Fabbrini, presidente di Sei Toscana, un passato di atleta di alto livello e figlio del sindaco coraggioso che chiuse la città alle auto. Se il centrosinistra vuole pescare nel mondo contradaiolo è pronta Benedetta Mocenni, rettore del magistrato delle contrade. Alla sinistra sinistra piace l’ipotesi Tomaso Montanari, rettore dell’università per stranieri, che dopo non essere riuscito a presentare una candidatura alle ultime elezioni comunali di Firenze potrebbe riprovarci a Siena. Ma c’è chi ricorda l’arrivo di Bruno Valentini che da sindaco di Monteriggioni diventò primo cittadino a Siena ed ecco spuntare Giuseppe Gugliotti da Sovicille. E il papa straniero? A Roma c’è una senese doc (è del Nicchio) che si fa onore nella giunta comunale di Roberto Gualtieri. Si chiama Claudia Pratelli. Vorrà tornare a Siena?





