Tortora non ci sta, difende Lovaglio e attacca la lista presentata dal cda del Monte
Il presidente di Plt Holding, Pierluigi Tortora ha scritto una lettera ai “colleghi azionisti” della Banca Monte dei Paschi per illustrare le sue “preoccupazioni” sulla lista presentata dal consiglio uscente. Secondo l’imprenditore, le criticità principali riguardano un tema di “coerenza” e uno di “continuità operativa”. Sul primo fronte, ricorda come il cda presieduto da Nicola Maione (nella foto), all’inizio di dicembre, dopo la notizia dell’avviso di garanzia da parte della Procura di Milano, avesse ribadito all’unanimità l’idoneità di Luigi Lovaglio al ruolo di amministratore delegato, senza poi fornire “alcuna spiegazione pubblica per questo ripensamento” nei tre mesi successivi. “Gli azionisti hanno il diritto di chiedere cosa sia cambiato e perché” scrive Tortora con un tono risentito.
Il secondo nodo riguarda i possibili riflessi sulla continuità operativa rispetto al processo di integrazione con Mediobanca. In questo quadro, Tortora critica la candidatura a nuovo amministratore delegato di Fabrizio Palermo, manager “che non fa parte del cda, non ha una conoscenza diretta della governance della banca, dei suoi rapporti con le autorità di regolamentazione, delle sfide legate all’integrazione o del quadro operativo alla base degli obiettivi dei piani aziendali”. Per Tortora la nomina di Palermo alla guida de Monte dei Paschi “comporterebbe un rapido periodo di apprendimento nel momento meno opportuno” e potrebbe causare “ritardi non necessari nell’attuazione dell’attuale piano di integrazione e crescita, un rischio che noi, in qualità di azionisti, non possiamo permetterci di correre”.





