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Schlein insegue Conte che ha come metodo di operare la provocazione

Mario Lavia su Linkiesta parla del Campo largo e scrive. È chiara la tattica della Volpe di Volturara Appula: provocare, provocare, e ancora provocare. Per mettere il Partito democratico in fuorigioco. Forse adesso al Nazareno si accorgeranno che non è il caso di discettare di primarie, di inseguire Giuseppe Conte. Gli adulti del Pd lo avevano già capito. Poi ieri è arrivata una specie di annuncio di morte della coalizione cosiddetta del campo largo, per bocca dell’ex capogruppo del Movimento 5 stelle Stefano Patuanelli, uomo di Giuseppe Conte (nella foto): «Con noi al governo stop agli aiuti militari all’Ucraina». Irricevibile per il Pd. Almeno per i riformisti, che sulla politica estera danno spesso la linea: «Gli aiuti con noi ci sono stati, ci sono, e ci saranno sempre, fatevene una ragione», ha replicato immediatamente Filippo Sensi. Provocazioni contiane: sarà sempre così. Il messaggio degli adulti nella stanza alla segretaria era arrivato: «Elly, calma». Il film è questo.

Come al solito, i giovani e gli ex giovani che guidano il Pd si sono lasciati prendere dall’entusiasmo. Non abituati a vincere, nel turbinìo entusiastico della sera di lunedì con Rosy Bindi, Gianfranco Pagliarulo e Maurizio Landini, erano andati a prendere piazza Barberini e poi piazza del Popolo. Nelle chiacchiere riprendeva vigore il gioco delle caselle del prossimo governo. Perché, oplà, il popolo è con noi, e i giovani, ritenuti dei mantenuti a ufo, ignari di tutto fino a poche ore prima, sono tutti di sinistra. Intanto Giuseppe Conte, anch’egli ebbro, li scavalcava dando l’idea che, basta, facciamo le primarie: io ci sono. Ed Elly Schlein, un po’ indispettita perché l’aveva detto prima lei: «Io ci sono». Il solito acchiappabandiera dei ragazzini.

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