#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

Terremoto al Pentagono, Trump licenzia il segretario della Marina

Ariel Piccini Warschauer.

 Un fulmine a ciel sereno, o forse l’ennesimo atto di una purga annunciata. Il Segretario della Marina statunitense, John C. Phelan, è stato rimosso dal suo incarico con «effetto immediato». L’annuncio, arrivato attraverso un laconico post su X del portavoce del Pentagono Sean Parnell, non fornisce spiegazioni ufficiali, limitandosi a comunicare che il sottosegretario Hung Cao assumerà la guida della Navy ad interim.

Lo scontro di potere

Nonostante il silenzio della Difesa, le indiscrezioni che filtrano dai corridoi di Arlington disegnano il quadro di una spaccatura insanabile ai vertici militari. Secondo fonti citate da Axios e riprese dalle principali agenzie, la testa di Phelan sarebbe caduta su pressione diretta di Pete Hegseth, il Segretario alla Difesa scelto personalmente da Donald Trump.

Il punto di rottura sarebbe stato l’atteggiamento «troppo indipendente» di Phelan. «Non ha capito di non essere il capo», avrebbe riferito una fonte vicina a Hegseth. Phelan, imprenditore e finanziatore della campagna di Trump, avrebbe sfruttato il suo rapporto diretto con il Presidente per scavalcare le gerarchie del Pentagono, arrivando a proporre piani di ammodernamento della flotta direttamente alla Casa Bianca (e nei salotti di Mar-a-Lago) senza prima consultare il suo superiore diretto.

La strategia della «tabula rasa»

Il siluramento di Phelan non è un caso isolato, ma si inserisce in una scia di licenziamenti che sta trasformando radicalmente l’apparato di sicurezza nazionale dal gennaio 2025. Dal ritorno di Trump nello Studio Ovale, la lista degli alti ufficiali e funzionari rimossi «senza motivazione» o per «perdita di fiducia» continua ad allungarsi.

Solo poche settimane fa era stata la volta della rappresentante USA alla NATO, la vice ammiraglio Shoshana Chatfield, anch’essa rimossa bruscamente da Hegseth. La strategia dell’amministrazione appare chiara: eliminare ogni forma di resistenza interna, garantendo che ai posti di comando siedano solo figure di assoluta lealtà politica, disposte a seguire le direttive presidenziali senza sollevare obiezioni tecniche o istituzionali.

Marina in bilico

Il licenziamento di Phelan arriva paradossalmente meno di ventiquattr’ore dopo un suo discorso pubblico alla conferenza annuale della Marina, dove aveva delineato con ottimismo il futuro della flotta. Un segnale di quanto la decisione sia stata repentina e punitiva.

Mentre Hung Cao prende il timone, resta l’incertezza su come questa instabilità influirà sulla prontezza operativa della Marina americana, impegnata in un momento delicatissimo nei teatri del Pacifico e del Medio Oriente. Per Trump, tuttavia, la priorità sembra essere un’altra: dimostrare che a Washington, e soprattutto al Pentagono, comanda solo lui.

Terremoto al Pentagono, Trump licenzia il segretario della Marina

La doppia morsa di Teheran, il ricatto

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti