Comanducci sindaco di Arezzo con il 55%, il vice sarà Gamurrini
Luigi Alberti.
52 anni, imprenditore nel settore digitale, un passato da assessore al commercio e attività produttive nella prima giunta Ghinelli, Marcello Comanducci è il nuovo sindaco di Arezzo. Senza storia il ballottaggio che lo vedeva opposto al candidato del centrosinistra Vincenzo Ceccarelli, vecchia volpe della politica aretina, un passato da Presidente della Provincia e poi di consigliere regionale, con un passaggio nella giunta diretta da Enrico Rossi dove assunse le deleghe alle infrastrutture e lavori pubblici. Comanducci ha mantenuto quella distanza che aveva certificato al primo turno. Già dalle prime sezioni il risultato è stato netto. Alla fine Comanducci incassa un significativo 55 per cento che sancisce la vittoria del centrodestra con l’apporto decisivo della Lista Fare. Per il centrosinistra il campo largo è stata una disfatta. Nullo il contributo dei Cinque Stelle. Irrilevante quello della lista civica guidata dalla ex vice prefetto Guarino. Netta la flessione di Casa Riformista prosciugata dalle liste di Donati. Debole Avs. Il Pd si conferma primo partito ma non attrae più nuovi elettori. E pensare che tre mesi fa Giani alle Regionali aveva riportato il centro sinistra sopra di 4 punti. Tra le cause la scelta del candidato. Ceccarelli era alla sua ultima chiamata e dopo il flop al Senato e la mancata deroga alle Regionali si è rivelata una corsa senza appello. Resta alla finestra Marco Donati che con il 21 per cento conquistato al primo turno raddoppia la sua presenza in consiglio. Per il toto giunta l’unica certezza si chiama Gianfrancesco Gamurrini, il fedelissimo del neo sindaco. Per qualcuno l’ombra del sindaco. Per altri il sindaco ombra. Questione di punti di vista.





