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Speranze e delusioni a ciclo continuo, un tira e molla snervante ma la situazione volge al peggio

Speranze e delusioni si alternano in queste ore come conferma l’articolo di Francesco de Core su Repubblica.it. Nel groviglio mediorientale, in un estenuante palleggiamento di responsabilità tra le parti in causa, ci pensa Bibi Netanyahu a tenere più caldo che mai il fronte del conflitto e ad allontanare qualsiasi ipotesi di trattativa con una decisa escalation sul terreno. Dopo la conquista del castello di Beaufort, la fortezza dei crociati diventata un simbolo per lo Stato ebraico (anche se Hezbollah sostiene che i combattimenti siano ancora in corso), stamane il premier israeliano ha ordinato all’Idf di attaccare la periferia sud di Beirut, formalmente con l’intento di “colpire obiettivi terroristici nel distretto Dahiyeh”, dopo “le ripetute e continue violazioni” del cessate il fuoco. Decisione che ha provocato l’immediata reazione dell’Iran, che ha comunicato la sospensione dei negoziati con gli americani. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, vicina ai pasdaran, Teheran ha intenzione di bloccare completamente Hormuz e di attivare altri fronti di interruzione dei transiti, tra cui quello dello stretto di Bab el-Mandeb, che collega il mar Rosso al golfo di Aden e all’oceano Indiano, per “punire” Israele e i suoi alleati. Qualora il passaggio venisse limitato o addirittura fermato, le navi sarebbero costrette a circumnavigare l’estremità meridionale dell’Africa, così aumentando i tempi di viaggio di diversi giorni. Con conseguenze facilmente immaginabili sui prezzi dei prodotti, sull’energia, sui consumi.

Un’inversione di tendenza dopo lo snervante tira e molla di questi giorni, con Donald Trump – che in serata ha sentito telefonicamente Netanyahu – sempre a un passo dalla firma dell’accordo definitivo e i continui rallentamenti tattici degli iraniani, tutti comunque alle prese con il nodo mai sciolto dell’uranio arricchito da sottrarre al regime di Teheran. Che stavolta però decide di imprimere un dietrofront netto, chiedendo “l’immediata cessazione delle brutali operazioni di Israele a Gaza e in Libano, nonché il ritiro completo del regime dalle aree occupate”.

Dal canto suo l’Idf ha esortato i residenti di Dahyeh a lasciare la zona, ribadendo che continuerà ad attaccare su tutti quei fronti in Libano dove viene riscontrata la presenza di Hezbollah, “minaccia che dobbiamo eliminare”. “Il controllo della cresta di Beaufort ha importanti implicazioni operative. Si tratta di una risorsa geografica fondamentale per Hezbollah, che costituisce il centro nevralgico dell’organizzazione”, ha spiegato il portavoce dell’Idf Effie Defrin. Contromossa dell’Iran, che ha avvertito i residenti del nord di Israele di evacuare le proprie abitazioni “se non vogliono essere colpiti”.

E a rendere più caotica la situazione, la notizia di una forte esplosione su una nave mercantile in transito nel Golfo Persico, probabilmente colpita da un proiettile. A riportarlo è l’agenzia britannica per la sicurezza marittima. L’esplosione è avvenuta a circa 40 miglia nautiche a sud-est di Umm Qasr, in Iraq.

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