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Silvia Salis non ascolta il consiglio del saggio Andreotti e prende un’altra manata

Una volta Giulio Andreotti, a proposito dei debuttanti in politica, disse che si doveva usare lo stesso metodo dei conventi dove occorre far trascorrere del tempo prima che il frate prenda la parola per la prima volta. Silvia Salis, sindaca di Genova dal 29 maggio 2025, forse non ha conosciuto Andreotti e non gli ha dato retta e prende un ceffone, in senso metaforico, uno dietro l’altro. L’ultimo le arriva da David Allegranti che nella sua rubrica Pecore Elettriche scrive: “Il dibattito pubblico macina aspiranti leader (e anche leader non aspiranti) uno dopo l’altro. Ora è il turno di Silvia Salis, sindaca di Genova. Ancora non abbiamo capito se sappia amministrare la sua città, che governa dal 29 maggio 2025, ma intanto c’è chi la designa come “l’anti-Meloni”. Vedi Bloomberg, che le ha appena dedicato un ritratto-intervista: “Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione. Quest’attenzione nazionale mi lusinga”, ha detto l’ex martellista, le cui capacità comunicative vengono spesso elogiate (parla bene, sa stare in tv, eccetera, eccetera; sì, ma la politica?). Salis ripete ancora una volta che lei le primarie non le farà”. E nonostante l’endorsement di Matteo Renzi, si ha l’impressione che prima di vedere Silvia Salis in campo per guidare il Paese passerà del tempo. Chissà, forse un ministero in un eventuale governo di centrosinistra ma intanto farebbe bene ad amministrare Genova che non è città semplice.

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