Siamo alle solite, per Trump accordo di pace vicino ma Teheran smentisce
“Presto firmiamo l’accordo”. Donald Trump fa marcia indietro. Il presidente annuncia di aver cancellato gli attacchi in programma questa sera, giovedì 11 giugno, contro l’Iran perché i colloqui con Teheran sono stati portati “al più alto livello della leadership iraniana” e avrebbero avvicinato sensibilmente le parti a un’intesa. “Abbiamo una firma, presto. Potrebbe succedere presto, magari nel weekend, in Europa. Potrei andare, il vicepresidente Jd Vance sarà lì con altre persone… Steve Witkoff, Jared Kushner”, dice il presidente nello Studio Ovale.
I giornalisti pressano Trump, che rifiuta di indicare una data precisa: “Non voglio fissare una deadline, le cose procederanno rapidamente e dopo la firma lo Stretto di Hormuz riaprirà”. L’intesa ha ricevuto il via libera della Guida Suprema, Mojtaba Khamenei? “Mi pare di capire che lo abbia fatto, sì”, dice Trump senza poter fornire certezze assolute. Perché l’Iran ora direbbe sì all’accordo? “Sono stati colpiti molto duramente e ora vogliono fare l’accordo più di quanto lo voglia io. Per gli Usa e per il Medio Oriente è un accordo eccellente. Ed è ottimo anche per l’Iran. E’ un memorandum d’intesa molto dettagliato, concordato anche con altri paesi che hanno una forte influenza sull’Iran. Teheran non avrà armi nucleari in nessuna forma e non se le procurerà: è il paragrafo più importante”.
In un post su Truth Social il presidente americano afferma che le discussioni e i punti finali dell’accordo sono stati approvati “sia nei principi sia nei dettagli” da tutte le parti coinvolte. Tra i Paesi citati da Trump figurano, oltre a Stati Uniti e Iran, anche Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania ed Egitto.
L’Iran non ha approvato alcun testo di memorandum iniziale con gli Stati Uniti, ha reso noto l’agenzia di stampa semi ufficiale Fars, citando fonti informate vicine ai negoziatori di Teheran. La versione della Repubblica islamica, quindi, è diversa rispetto a quella fornita da Trump.





