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Se Crosetto fa come Bettino Craxi e dice no agli Stati Uniti

Non è la prima volta che l’Italia dice no agli Usa per Sigonella. Il precedente risale al 1985, a Palazzo Chigi c’era Bettino Craxi, mentre nello studio ovale sedeva Ronald Reagan.

La crisi scaturì dal dirottamento della nave da crociera italiana Achille Lauro da parte di un commando palestinese, durante il quale fu ucciso il passeggero ebreo-americano Leon Klinghoffer. Dopo una mediazione, i dirottatori ottennero un salvacondotto per la Tunisia a bordo di un aereo egiziano.

Gli Stati Uniti intercettarono l’aereo con i loro caccia, costringendolo ad atterrare nella base di Sigonella, in Sicilia, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 1985. La Delta Force americana circondò il velivolo per catturare i terroristi e portarli negli Usa, mentre i Carabinieri e la VAM (Vigilanza Aeronautica Militare), su ordine di Craxi, circondarono a loro volta gli americani per impedire il prelievo forzato dei due uomini. Si sfiorò lo scontro fisico tra i militari italiani e americani, che si trovarono schierati in cerchi concentrici, pronti a fare fuoco gli uni sugli altri. 

Bettino Craxi sostenne che, essendo i crimini avvenuti su una nave italiana e l’aereo atterrato su suolo italiano, la giurisdizione spettasse esclusivamente all’Italia. Nonostante le fortissime pressioni telefoniche di Reagan, Craxi non cedette. E alla fine fu il presidente americano a fare un passo indietro, mentre i dirottatori furono presi in consegna dalle autorità italiane.

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