Il presidente Usa: “Il petrolio dell’Iran? Andate a prendervelo da soli”
Ariel Piccini Warschauer.
Con un post incendiario su Truth Social, Donald Trump ha ufficialmente strappato il velo dell’ombrello protettivo americano sul Golfo Persico. «Se vi serve il petrolio, andate a prendervelo», ha scritto il Tycoon, rivolgendosi senza mezzi termini agli alleati europei e asiatici. Il messaggio è chiaro: l’epoca in cui la Marina statunitense garantiva gratuitamente la sicurezza delle rotte energetiche mondiali è finita.
Mentre il post rimbalzava sui monitor di tutto il mondo, il Pentagono confermava l’avvio di un’operazione mirata: i caccia a stelle e strisce hanno colpito depositi di munizioni iraniani nei pressi di Isfahan. Un’azione che la Casa Bianca definisce «chirurgica e necessaria», ma che ha immediatamente innescato la reazione di Teheran.
Il Parlamento iraniano ha risposto con una mossa senza precedenti: l’istituzione di un pedaggio obbligatorio per ogni nave che attraversa lo Stretto di Hormuz. Una tassa di passaggio che sa di ricatto geopolitico e che minaccia di paralizzare il 20% del transito globale di greggio.
Il vero bersaglio di Trump, però, sembrano essere i partner storici. Da Londra a Tokyo, passando per Parigi e Roma, la richiesta di Washington è un aut-aut: o si partecipa attivamente a una coalizione militare guidata dagli USA (ma finanziata e alimentata dagli alleati), o le petroliere dirette verso l’Europa e l’Asia rimarranno alla mercé dei sequestri dei Pasdaran.
«Perché gli Stati Uniti dovrebbero proteggere le navi degli altri paesi per zero dollari in cambio?» ha incalzato Trump. «Dovrete imparare a difendervi da soli».
La reazione delle Borse non si è fatta attendere. Il prezzo del petrolio ha subito un’impennata immediata, con il Brent che sfiora vette preoccupanti. Gli analisti temono che, senza un accordo rapido su una forza di protezione internazionale, l’interruzione dei rifornimenti possa trascinare l’economia globale in una nuova recessione energetica.
L’Europa, ancora una volta, si trova davanti al bivio più difficile: cedere alle richieste della Casa Bianca o tentare una mediazione impossibile con un Iran sempre più arroccato.





