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Rita Pieri, la pasionaria azzurra, da possibile candidata sindaco di Prato alla rinuncia a correre

C’è un’immagine che racconta più di molte parole. Rita Pieri nella sede di via Pugliesi, ieri pomeriggio, tra bandiere da sistemare e fiori da disporre con cura. Ha riaperto quel fondo, sulla destra della strada andando verso piazza delle Carceri, ci ha messo mano personalmente, contratto firmato, banner appesi, e all’ingresso un augurio semplice: “Buona campagna elettorale a tutti”. Un gesto che ha il sapore della politica vissuta fino in fondo, anche nel momento in cui si decide di fare un passo indietro. Perché la notizia è questa: Rita Pieri non si candida al consiglio comunale. Da candidata sindaco in pectore del centrodestra a fuori dalla lista, in pochi mesi. Una scelta che chiude un ciclo lungo trent’anni, iniziato con Forza Italia e con quella prima esperienza nel 1996, seduta tra i banchi del primo consiglio della Provincia di Prato. Da allora una presenza costante, riconosciuta trasversalmente, fatta di determinazione, presenza e passione politica. Lo scrive La Nazione.

“Non è stato facile – racconta – rimboccarsi le maniche e pensare a Forza Italia. Anche l’Udc come candidata sindaco mi ha sostenuto senza indugi, abbiamo lavorato per costruire un percorso. Questa campagna elettorale se la sono meritata tutti”. E ancora: “Ho ritenuto giusto fare questo passo restando al fianco di tutti. Forza Italia c’è, la buona politica esiste”. Eppure il passaggio è netto. Nei mesi scorsi il suo nome era stato indicato come possibile candidata a sindaco, con l’idea che potesse tenere insieme il centrodestra. Poi il cambio e la virata verso Gianluca Banchelli espressione di Fratelli d’Italia. “Mi hanno chiesto di fare la capolista, il coordinatore regionale per gli enti locali Maurizio Gasparri, è arrivata anche la richiesta di candidarmi da Antonio Tajani. Ma ho detto no”.

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