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Rischio contestazioni per la partita dell’Iran ai Mondiali, protesta in anticipo la Federcalcio di Teheran

Il caso bandiere agita l’Iran ai Mondiali 2026. Il presidente della Federcalcio, Mehdi Taj, ha ribadito che la Fifa deve garantire che negli stadi della World Cup venga esposta solo la bandiera della Repubblica islamica. Il dirigente teme che gli iraniani contrari al regime di Teheran possano sventolare bandiere dell’opposizione durante le partite della nazionale iraniana negli Stati Uniti. L’Iran, atteso a Los Angeles domenica, affronterà la Nuova Zelanda lunedì nella sua partita d’esordio ai Mondiali. 

“La Fifa è responsabile secondo i protocolli”, ha dichiarato Taj all’Afp, durante una sessione di allenamento della nazionale iraniana a Tijuana, in Messico. “Uno di questi protocolli prevede che la bandiera ufficiale di un Paese debba essere presente nello stadio”. La prima partita della nazionale iraniana di lunedì rischia di trasformarsi in un boomerang per il regime: Los Angeles, soprannominata Tehrangeles, ospita la più grande comunità iraniana al mondo e una parte consistente dei suoi membri è contraria alla Repubblica Islamica. Diverse organizzazioni hanno in programma di manifestare lunedì intorno allo stadio, sventolando la vecchia bandiera iraniana, quella utilizzata prima della Rivoluzione Islamica. Il vessillo verde, bianco e rosso raffigurava un leone e un sole. Alcuni manifestanti potrebbero anche entrare nello stadio e fischiare l’inno nazionale iraniano, come accaduto in Qatar nel 2022.

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