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Quando prevalsero il senso di comunità e lo spirito unitario

Renato Brunetta*.

Il 2 giugno ci restituisce, a 80 anni dal referendum istituzionale del 1946, un’immagine solida della Repubblica italiana fondata sul lavoro e nata dalle lotte per la libertà. Quel voto fu una straordinaria prova di maturità democratica e di senso civico. La larga partecipazione popolare, il clima di speranza e per la prima volta la possibilità per le donne di esercitare a livello nazionale il diritto di voto segnarono l’inizio di una nuova stagione. Prevalsero il senso di comunità e lo spirito unitario, la pacifica convivenza e una rinnovata coscienza nazionale, che consentirono di ricostruire l’Italia, rilanciare l’economia, consolidare lo Stato di diritto intorno ai principi fondanti della Costituzione. Il mio pensiero va oggi al dettato dell’art. 1 della Carta, che fissa due principi essenziali e non negoziabili: la sovranità popolare e la centralità del lavoro, per la realizzazione dei cittadini e la loro partecipazione alla vita del Paese. Oggi torniamo a esprimere la nostra riconoscenza ai Padri costituenti e permettetemi di aggiungere, in questa ricorrenza così importante, un grazie particolare al garante della Costituzione, il Presidente Sergio Mattarella, impegnato a difendere ogni giorno 80 anni di libertà e democrazia.

*Renato Brunetta è presidente del Cnel

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