La sicurezza non è materia neutrale ma riflette diverse concezioni della società e dello Stato
Giorgia Serughetti sul Domani scrive che la sicurezza non è una materia neutrale, ma riflette diverse concezioni della società e del ruolo dello Stato. Pur essendo condivisibile considerarla un diritto dei cittadini, Serughetti osserva che resta decisivo stabilire quale idea di sicurezza si intenda perseguire, chi ne sia il destinatario e quali strumenti siano ritenuti legittimi per garantirla. A suo giudizio, la tradizione della sinistra ha storicamente interpretato la sicurezza soprattutto come sicurezza sociale, legandola alla tutela dei diritti, alla riduzione delle disuguaglianze e alla protezione delle persone più vulnerabili. Serughetti critica l’approccio che identifica la sicurezza principalmente con il rafforzamento dell’ordine pubblico e della repressione penale. Ritiene che politiche di questo tipo finiscano per criminalizzare fenomeni riconducibili alla povertà e all’emarginazione, colpendo migranti, persone senza dimora, soggetti con dipendenze o disturbi mentali e altri gruppi socialmente fragili. Secondo Serughetti, questa concezione produce una sicurezza selettiva, orientata a rassicurare i ceti più protetti, mentre trascura le cause profonde dell’insicurezza e presta minore attenzione ad altre forme di illegalità, come i reati economici e finanziari. Serughetti conclude che una politica della sicurezza coerente con i valori della sinistra dovrebbe coniugare il contrasto ai reati con il rispetto dello Stato di diritto e il controllo democratico sull’operato delle forze dell’ordine. Sul piano della prevenzione, ritiene indispensabile intervenire sulle condizioni che alimentano l’insicurezza, investendo in politiche abitative, servizi sociali, cura della salute mentale, riqualificazione degli spazi pubblici e sostegno alle fasce più deboli. Solo una sicurezza fondata sulla tutela dei diritti e sulla riduzione delle disuguaglianze, sostiene, può affrontare in modo duraturo le cause dell’insicurezza sociale, evitando di produrre nuove forme di esclusione e di rafforzare le risposte securitarie della destra.





