Per capire Donald bisogna ripartire dall’abc trumpista
“Per capire cosa animi il presidente Trump – scrive Gianni Riotta su La Repubblica – serve ripartire dall’abc trumpista, dal giovane palazzinaro in cerca di spazio su Page Six, rubrica gossip del New York Post, fino alla gloria politica: conta cosa si dice di Donald, quanto è popolare, se gli avversari lo temono o no. Immerso nei talk della rete amica Fox, scrollando i post degli influencer Maga, immerso nel cellulare, numero che hanno ormai in troppi, è in vendita per poche migliaia di dollari, Donald Trump vede il proprio consenso scendere ai livelli Titanic dell’odiato Biden. Secondo l’Economist, solo tre americani su dieci sostengono i raid su Teheran, sette sono contrari, inclusi elettori repubblicani. Quanto a Trump, la base militante, circa il 36%, non diserta, ma il 57% lo boccia, 7% incerti. Basta agli studiosi di dati Nate Silver e Nate Cohn per assegnare ai democratici la maggioranza alla Camera alle elezioni di Midterm a novembre, con il Senato in bilico: le chance dell’opposizione di conquistare la Camera Alta passano dal 37% al 47%, benché siano in lizza seggi repubblicani. Per Trump la posta in gioco non è l’illusorio cambio di regime a Teheran, lo sblocco dello stretto di Hormuz, trappola palese in cui gli Usa sono caduti, come Francia e Gran Bretagna a Suez nel 1956, impedire che l’Iran si arricchisca con il greggio, investendo nel nucleare militare alla Nord Corea, rappezzare i toni con i frustrati alleati, il leader francese Macron ormai ostile, la premier Meloni ora accorta a non farsi troppo schiacciare sugli Usa. E neppure evitare che Mosca sbanchi la roulette gas e petrolio, o che Pechino usi le limacciose acque di Hormuz da potenza egemone. Donald Trump vuol tornare in alto nei sondaggi, riascoltare il ruggito degli stadi in rosso, lanciare post sprezzanti all’opposizione, psicologia che il premier israeliano Netanyahu manovra da virtuoso. Gli ayatollah lo sanno e tengono duro. Il loro campo di battaglia sono le curve dei consensi a Trump, confidano scendano ai limiti, il presidente dichiari «vittoria!» e cambi totem da abbattere, in perenne rincorsa tra prestigio, devastazioni, civili caduti, valori antichi smarriti, richiami mistici a Dio risorto, che avrebbe protetto il salvataggio del pilota nelle caverne dell’Iran, a Pasqua”.





