Non c’è la risonanza magnetica compatibile con il suo corpo, l’odissea di un attore
La Nazione racconta l’odissea di Francesco Chiantese, l’attore che non riesce a sottoporsi a risonanza magnetica perché non c’è un apparecchio compatibile con il suo corpo. “Sarei felice se la mia storia servisse almeno a creare un banale registro delle caratteristiche delle macchine. Probabilmente c’è solo da mettere a sistema qualcosa che già esiste”. Francesco Chiantese parla così della sua battaglia per riuscire a fare una risonanza magnetica compatibile con il suo corpo. Una ricerca che, giorno dopo giorno, si sta trasformando in un’odissea.
“Mi sento sballottato — racconta —. Questa è una malattia che non si cura davvero, ma regredisce solo col tempo. Però siccome nei primi due mesi di solito iniziano i miglioramenti e nel mio caso non è successo, i medici vogliono indagare più a fondo”. Nel frattempo, spiega, sta affrontando “un quantitativo industriale di esami”, ma il vero ostacolo resta sempre lo stesso: trovare una risonanza adatta.
La lettera alla Regione Toscana
“Il problema è la macchina. L’ultima spiaggia potrebbe essere Pistoia, da un privato, dove forse riuscirei a fare l’esame anche se le spalle toccano il macchinario”. Francesco pesa 183 chili e ha spalle molto larghe. Proprio per questo, nonostante settimane di telefonate e tentativi, nessuna struttura è ancora riuscita a garantirgli con certezza di poter eseguire la risonanza.
“Ho scritto anche in Regione Toscana — spiega —suggerendo una cosa molto semplice: chiedere a qualcuno del Cup di fare il lavoro che sto facendo io. Cioè mappare tutte le macchine presenti in Toscana, così da avere almeno un quadro preciso della situazione”. Un lavoro che, al momento, sta facendo personalmente, telefonando reparto per reparto agli ospedali. “Qualcuno mi ha detto che le specifiche tecniche delle macchine sono già state inviate al Cup. Però poi dipende dalla buona volontà di chi risponde andarsele davvero a cercare. E questa cosa fa rabbia”.
La sua storia sta facendo il giro d’Italia: “Mi scrivono anche dalle altre regioni”
Francesco è consapevole che la sua sia “una situazione particolare”, ma insiste su un punto: “Non è normale che debba essere io a cercare la macchina”. E mentre la sua storia si diffonde sui social, iniziano ad arrivare segnalazioni anche da fuori regione. “Al limite sarei disposto anche ad andare fuori Toscana. Io posso farlo. Ma chi non può? Chi è solo? Chi ha una situazione fisica peggiore della mia? È surreale che non esista un indirizzo preciso a cui rivolgersi”.
Nel frattempo la sua vita si è fermata. “Io non posso lavorare. Mi sto dedicando solo a questo. Ma chi non potrebbe assentarsi dal lavoro per fare una ricerca del genere?”. Lui sta sentendo anche i centri privati: “Sto facendo chiamate anche ai convenzionati. La spesa minima sarebbe 270 euro Pistoia, dove forse dovrei riuscire a entrare nel macchinario”.
E poi c’è il rapporto col proprio corpo, non scontato. “Io ho un rapporto pacifico con la mia obesità. Del resto, faccio l’attore. Trovarsi in questa situazione però è pesante: un’altra persona probabilmente sarebbe andata molto più giù psicologicamente. Non che io sia felice, ma sono fortunatamente abituato ad avere un rapporto di affetto col mio corpo”. E infatti riesce, nonostante tutto, a tenere il morale piuttosto alto.





