Meloni insidiata da Marina Berlusconi e Roberto Vannacci
Mario Lavia su Linkiesta scrive che Giorgia Meloni è insidiata da Marina Berlusconi e Roberto Vannacci (nella foto). La figlia di Silvio non solo punta a guidare di fatto Forza Italia, modellandola su un calco più moderato rendendola distinta, se non distante, dal melonismo versione soft del sovranismo. Ma lavora per un qualcosa che progressivamente sia in grado di affrancare gli azzurri dalla destra-destra e al tempo stesso di contrastare l’ascesa, o presunta tale, della sinistra. La famiglia del Cavaliere vuole un partito che non sia più subalterno al melonismo, ma alternativo. Né Giorgia Meloni né Elly Schlein: una terza via che parla alle élite economiche e ai ceti produttivi. Come ha spiegato bene Ilario Lombardo sulla Stampa, Marina ricatta, politicamente, la premier sulla legge elettorale: non bisogna farla. Meglio lasciare il Rosatellum che consente o addirittura provoca il famoso pareggio, dopo il quale tutto è possibile, anche che si torni a votare ma con nuovi personaggi in campo o come minimo con questi (queste, meglio) ma ammaccati/e. Poi si vedrà se sarà possibile inventare una formula nuova che consentirà una politica europeista, non trumpiana, più tranquilla, attenta agli interessi delle aziende.
Dall’altro lato c’è il generalissimo Vannacci. Anch’egli ricatta, sempre politicamente, la leader di Fratelli d’Italia (oltre che un Matteo Salvini in caduta libera, ma questo è un altro discorso): cara Giorgia, o cambi linea o io vado da solo con il mio tre, quattro per cento e ti faccio perdere le elezioni. Per questo lei è costretta a fare buon viso a cattivo gioco sul terreno preferito da Vannacci, la guerra agli immigrati.





