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L’Ucraina ha recuperato terreno e può negoziare da posizioni meno deboli

Il direttore Claudio Cerasa sul Foglio sostiene che l’evoluzione della guerra in Ucraina abbia progressivamente smentito molte delle tesi sostenute dal cosiddetto “pacifismo” occidentale, ritenuto dall’autore spesso coincidente con la propaganda favorevole al Cremlino. Cerasa ricorda come, fin dall’inizio dell’invasione russa, una parte del dibattito pubblico abbia giudicato inutile armare l’Ucraina di Zelensky inefficaci le sanzioni contro Mosca e pericolosa ogni estensione del sostegno militare occidentale, sostenendo che la superiorità russa avrebbe comunque reso inevitabile la vittoria di Vladimir Putin. A suo giudizio, gli sviluppi del conflitto hanno invece dimostrato il contrario: la resistenza ucraina ha impedito il rapido collasso del Paese, ha costretto la Russia a rinunciare agli obiettivi iniziali dell’invasione e ha progressivamente logorato le capacità militari ed economiche di Mosca. L’autore osserva che il rafforzamento dell’industria bellica ucraina, in particolare nella produzione di droni, e la possibilità di colpire obiettivi militari sul territorio russo hanno modificato gli equilibri strategici, consentendo a Kyiv di recuperare terreno e di negoziare da una posizione meno debole. Cerasa sottolinea inoltre che le sanzioni non hanno prodotto il collasso economico europeo previsto dai loro critici: l’Unione europea ha ridotto drasticamente la dipendenza energetica dal gas russo, mantenendo crescita economica e livelli occupazionali elevati, mentre la Russia registra un deterioramento delle finanze pubbliche, una riduzione delle entrate energetiche e crescenti difficoltà nel sostenere lo sforzo bellico. Secondo l’autore, anche sul piano geopolitico Mosca avrebbe perso influenza in diversi teatri internazionali, mentre l’aggressione russa ha rafforzato la coesione europea e la cooperazione tra governi che in passato erano divisi. Cerasa conclude che la vicenda ucraina dimostra come la difesa militare possa costituire una condizione per la pace e che il modo più efficace per convincere gli Stati Uniti a continuare a sostenere Kyiv sia dimostrare che l’Ucraina non è destinata alla sconfitta. A suo avviso, contrastare le narrazioni che descrivono inevitabile la vittoria russa significa difendere non solo l’Ucraina, ma anche la credibilità e la sicurezza dell’Occidente.

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