L’ombra lunga di Epstein, il nuovo calvario di Sarah Ferguson
Ariel Piccini Warschauer.
Non c’è pace sotto i bastioni di Windsor. Mentre la Corona tenta faticosamente di ritrovare un minimo di equilibrio e dí rispettabilità tra scandali e doveri, uno spettro che credevamo confinato negli archivi giudiziari d’oltreoceano torna a bussare alla porta del Royal Lodge. È lo spettro di Jeffrey Epstein, e questa volta l’obiettivo dei legislatori americani non è il Principe Andrea — già ampiamente “dimissionato” dalla vita pubblica — bensì la sua inossidabile ex moglie, Sarah Ferguson.
Il pomo della discordia, o meglio, la mina antiuomo che rischia di esplodere tra i piedi della Duchessa di York, sono alcune email datate 2011, ma riemerse oggi con la forza di un atto d’accusa. Leggere Sarah che definisce Epstein un “amico supremo e generoso” fa un certo effetto, lo ammetto. Soprattutto se si considera che, all’epoca, il finanziere americano era già un condannato per reati sessuali.
Certo, la Duchessa si difende con la sua solita, esuberante verve: “Ero sotto ricatto legale”, dicono i suoi portavoce. Una giustificazione che, per quanto plausibile nel mondo spietato dei legali americani, fatica a convincere l’opinione pubblica britannica e, a quanto pare, anche i membri del Congresso a Washington.
Il vento del New England soffia gelido sulla pelle di Sarah. Negli Stati Uniti, un parlamentare ha preso carta e penna per chiedere conto di questi “fitti legami”. Ma è qui, nel Regno Unito, che il colpo si fa sentire sulla carne viva della reputazione. Vedere enti benefici come l’hospice Julia’s House — che Sarah ha sostenuto per anni con innegabile energia — rimuovere il suo nome dai propri albi, è il segnale che la pazienza della Charity britannica è giunta al limite.
La monarchia è un’istituzione che vive di simboli. E, purtroppo per Sarah, la vicinanza a certe figure non è un simbolo che il Re può permettersi di avallare.
Carlo III, nel suo sforzo di modernizzare e snellire la “Ditta”, si trova davanti a un paradosso. Sarah non ha ruoli ufficiali, eppure è onnipresente. Vive ancora a Royal Lodge con Andrea, partecipa ai pranzi di Natale a Sandringham, è la madre delle Principesse Beatrice ed Eugenie.
Se questa lettera proveniente dagli USA dovesse trasformarsi in una convocazione ufficiale davanti a una commissione d’inchiesta, il rischio di un nuovo “incidente diplomatico” tra Londra e Washington diventerebbe concreto. Sarah, con la sua proverbiale capacità di cacciarsi nei guai per eccesso di confidenza (o di bisogno finanziario), ha regalato ai tabloid un capitolo che Buckingham Palace avrebbe volentieri evitato di leggere.





