#ECONOMIA #ULTIME NOTIZIE

L’occasione è sgradevole ma cogliamo l’occasione per pensare al futuro

Stefano Lepri su La Stampa scrive che la vera sfida è ripensare il futuro. Alcuni Paesi ci hanno già pensato. La Francia e l’Olanda hanno scelto di erogare sussidi speciali ad agricoltori e pescatori; la Grecia aiuta le famiglie a basso reddito o in condizioni abitative difficili. Invece di contenere i prezzi dei carburanti alla pompa, interventi mirati: era questo il suggerimento concorde della Commissione europea e della Bce, come pure del Fmi.

Piuttosto che tentare bizzarre transazioni con le spese per la difesa, può essere una scelta sensata, specie considerando che il greggio rischia di restare caro per qualche tempo anche nel caso che lo stretto di Hormuz riapra presto. Lo sgravio fiscale in vigore dal 18 marzo aveva sì evitato 0,4 punti di aumento del costo della vita, ma a lungo andare avrebbe effetti distorsivi.

Il compito dei governi non è proteggere a casaccio i cittadini dagli incomodi, ma guardare un po’ più in là, scegliendo le politiche che possono meglio tutelarli in futuro. Durante l’estate di petrolio ne arriverà di meno; quindi è bene che i prezzi lo segnalino. Negli Usa, dove a causa del minor carico di imposte lo shock è evidente (+50%), i consumi sono nettamente calati.

Non si capiva a che cosa giovasse il contenzioso che il governo aveva aperto con la Commissione europea nelle settimane scorse. Proprio dopo alcuni anni in cui i conti pubblici sono stati tenuti sotto controllo, si danneggiava l’immagine dell’Italia dando l’impressione di cercare pretesti per nuove spese in deficit.

Di soluzioni ne sono possibili diverse. Svezia e Gran Bretagna hanno distribuito sussidi alle famiglie sulla base delle bollette del gas e della luce pagate nei mesi scorsi. E se ci si spiega per bene, i cittadini capiscono. Possono capire, anche se al distributore di benzina qualche imprecazione ci scapperà, che serve puntare su tutte le fonti di energia diverse dal petrolio.

Il sondaggio pubblicato ieri da questo giornale mostra che anche sul nucleare l’atteggiamento dell’opinione pubblica sta cambiando; ma da quel lato, si sa, i tempi tecnici sono molto lunghi. Quanto alle energie rinnovabili si può fare più in fretta, e l’Italia è nettamente indietro rispetto ad altri Paesi europei, compresi alcuni che hanno meno sole di noi.

Nel mondo di oggi, c’è una perversa convergenza fra Stati Uniti e Russia, primo e terzo produttore di greggio, perché la dipendenza dagli idrocarburi resti massima. Donald Trump nega in modo esplicito l’effetto serra e i danni dell’inquinamento; Vladimir Putin agisce in modo più subdolo nella stessa direzione; e gli interessi a loro collegati sono ingenti.

Occorre ripetere che, con le tecnologie di oggi, sole e vento oltre a non inquinare sono anche vantaggiosi, costano dal 40% al 60% in meno. Le nuove installazioni sono aumentate negli ultimi anni ma se continuassero al ritmo attuale nel 2030 sarebbero mancati gli obiettivi che l’Italia si è posta; di poco nel fotovoltaico, di molto (-40%) nell’eolico.

La media Ue di rinnovabili è al 48%, noi siamo al 40%. Occorrerà anche migliorare la rete di trasmissione dell’elettricità in aggiunta a quanto già fatto con il Pnrr (la capacità di trasmissione da Nord a Sud dovrà crescere addirittura del 150%). Servirà a non ripetere gli errori che ha fatto la Spagna, e ad offrire un servizio migliore a chi decide di acquistare una auto elettrica. Insomma, seppur sgradevole l’occasione è buona per pensare al futuro.

L’occasione è sgradevole ma cogliamo l’occasione per pensare al futuro

Tra progetti e pensate in grande il

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti