Le nuove leggi elettorali potrebbero ridurre il potere di scelta dei cittadini aumentando l’astensione
Michele Ainis su La Repubblica descrive una politica italiana sempre più divisa e lontana dai cittadini. Ainis osserva che, mentre cresce l’astensione elettorale, aumentano i partiti, i movimenti e le scissioni, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra, con la nascita di nuove sigle e il continuo spostamento di parlamentari da una formazione all’altra. Secondo l’editorialista, questa frammentazione produce tre effetti principali: indebolisce le leadership politiche, rende più difficili le decisioni e allontana ulteriormente gli elettori dalla politica. Le divisioni interne ai partiti e le manovre di palazzo alimentano infatti la sfiducia dei cittadini, come dimostra il costante calo degli iscritti ai partiti. Ainis critica inoltre il ricorso quasi automatico alla riforma della legge elettorale come soluzione ai problemi del sistema. La stabilità dei governi, sostiene, non è necessariamente sinonimo di buona politica: la storia della Prima Repubblica mostra che anche esecutivi di breve durata riuscirono a realizzare riforme importanti. Il vero rischio, conclude Ainis, è che le nuove leggi elettorali vengano utilizzate soprattutto per ridurre il potere di scelta degli elettori, quando invece dovrebbero essere le regole ad adattarsi ai cittadini e non il contrario.





