Il grande circo delle Mille Miglia attraversa la Toscana per arrivare a Roma
Ariel Piccini Warschauer.
Una sveglia all’alba, il profumo della miscela che si fonde con l’aria umida e quel rombo inconfondibile che squarcia il silenzio della Valdinievole. La terza, attesissima giornata della 1000 Miglia 2026 è scattata questa mattina alle 6:30precise da una Montecatini Terme insolitamente fresca e uggiosa. Lasciata l’area del Tennis Torretta – che ieri sera aveva accolto la carovana sotto lo splendore delle sue architetture Liberty –, il “museo viaggiante” più celebre del mondo si è messo in marcia per dare inizio alla sua suggestiva discesa verso la Capitale. Una tappa lunghissima, spettacolare, che unisce l’abbraccio del litorale toscano alle piazze medievali più iconiche d’Italia.
Il ruggito dei motori e il sorpasso in vetta
La partenza da Montecatini ha regalato subito un colpo di scena sportivo che infiamma i cuori degli appassionati. La classifica cartula, aggiornata al millesimo, ha infatti confermato un’emozionante sfida di testa tutta internazionale. L’equipaggio argentino composto da Juan e Margarita Tonconogy è riuscito nella zampata, scavalcando in prima posizione i pluricampioni bresciani Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, costretti per ora a inseguire. Restano invece saldi sul terzo gradino del podio provvisorio i regolaristi Lorenzo e Mario Turelli.
Ma per i piloti non c’è tempo di fare calcoli: la Toscana, severa e magnifica, esige subito la massima concentrazione.
Dalle Mura di Lucca alla passerella di Pisa
I primi verdetti cronometrici sono arrivati sulle storiche Mura di Lucca, dove le vetture d’antan si sono arrampicate all’ombra dei platani per una serie di tiratissime Prove Cronometrate, prima di raccogliere l’applauso del pubblico in piazza del Giglio per il Controllo Timbro.
Da lì, la Freccia Rossa ha fatto rotta verso la costa tirrenica, toccando la Versilia. Una sosta d’arte a Pietrasanta, nella centralissima piazza del Duomo, e un passaggio esclusivo a Forte dei Marmi davanti all’Alpemare di Andrea Bocelli, prima di ripiegare nuovamente verso l’interno. Destinazione: Pisa. I radiatori lucidi e i cofani sagomati hanno sfilato lungo i Lungarni per poi arrestarsi davanti all’iconica Torre Pendente in via San Ranierino per il timbro di rito, trovando poi il Controllo Orario nella monumentale piazza dei Cavalieri, all’ombra della Scuola Normale.
L’abbraccio di Siena e la discesa verso la Capitale
La carovana si è poi immersa nel cuore della Valdera, superando i controlli di Pontedera (patria della Piaggio e della Vespa) e l’inedito passaggio a Peccioli, tra le colline e i celebri “Giganti” in muratura.
Il vero “giro di boa” della giornata toscana è però l’ingresso a Siena. Sbucando da Porta San Marco, le vetture invadono piazza del Campo. Uno spettacolo che lascia senza fiato piloti e spettatori. Per gli equipaggi, un momento di meritato riposo con il pranzo allestito sotto la storica struttura del Tartarugone in piazza del Mercato.
Nel pomeriggio, il roadbook impone la via del Sud: le Crete Senesi, la Val d’Orcia e i passaggi storici a San Quirico, Castiglione e Radicofani, prima di sconfinare nel Lazio attraverso la Tuscia viterbese. Il suggestivo passaggio sulle sponde del lago di Bolsena, a Marta e Capodimonte, farà da preludio all’ultimo timbro di giornata a Ronciglione.
Poi, a tarda sera, le luci di Roma. Le vetture entreranno nella Città Eterna dalla Cassia e da Corso Francia, per concludere le fatiche odierne con il Controllo Orario a Villa Borghese e la sfilata d’onore sulla mitica pedana di via Veneto. La corsa più bella del mondo è a metà del suo cammino, ma la leggenda si scrive un chilometro alla volta.





