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L’agonia dei pasdaran, trappola per i topi e petrolio a secco

Ariel Piccini Warschauer.

Mentre il fumo degli attacchi israeliani cuoce ancora l’aria ai confini del Libano, il vero terremoto scuote le fondamenta del regime di Teheran. C’è un senso di fine corsa che si respira tra i corridoi deserti del potere.

I vertici dei Pasdaran, quelli sopravvissuti alla pioggia di fuoco degli ultimi mesi, sono ormai ridotti a ombre. I grandi strateghi delle Guardie Rivoluzionarie, che sognavano di cancellare Israele dalle mappe, oggi vivono come topi. Sono intrappolati in un “tubo di scolo” tecnologico e militare: se escono allo scoperto, un missile li intercetta; se restano rintanati nei bunker, la loro catena di comando si sfalda. Il mito dell’invincibilità iraniana sta annegando nel fango di una guerra che non sanno più come gestire.

Il polmone economico che scoppia

Ma la vera mazzata arriva dal fronte che non spara, o meglio, che spara al portafoglio. L’industria petrolifera iraniana, da decenni polmone finanziario del terrorismo regionale, sta rantolando. Grazie alla stretta d’acciaio imposta dagli Stati Uniti e al monitoraggio costante delle rotte della “flotta ombra”, i rubinetti si stanno chiudendo.

Non è solo una crisi di export: è un collasso produttivo. Le informazioni che filtrano dai campi di estrazione parlano di impianti fermi, pezzi di ricambio che mancano e una manutenzione ormai inesistente. L’estrazione di greggio è destinata a crollare verticalmente nel giro di poche settimane.

Il paradosso è servito: il gigante che galleggia sul greggio sta per restare senza benzina. Senza la capacità di raffinazione e con le entrate azzerate dal blocco americano, il mercato interno iraniano si prepara allo shock.

Niente carburante significa niente logistica per le milizie, niente trasporto cibo, niente elettricità per le città. La rabbia sociale, quella che il regime ha sempre soffocato con il sangue, sta per trovare una nuova scintilla nel vuoto delle stazioni di servizio.

Il tempo delle minacce spettacolari sta finendo. Tra i pasdaran che scappano e si rintanano nei bunker e i pozzi che si spengono, il regime degli Ayatollah vede avvicinarsi il momento della resa dei conti. E stavolta, non avranno nemmeno il carburante per scappare.

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