L’abbraccio di Gerusalemme a Modena e all’Italia
Ariel Piccini Warschauer.
La scia di sangue e terrore che ha sconvolto Modena, dove un brutale attacco a colpi di auto e coltello ha ferito e rovinato la vita di civili innocenti, travalica i confini nazionali e incassa l’immediata, ferma solidarietà dello Stato d’Israele. Un vicinanza che non è solo diplomatica, ma che nasce dalla tragica e quotidiana familiarità con la piaga del terrorismo arabo che colpisce nel mucchio.
A farsi portavoce del cordoglio di Gerusalemme è stato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, che ha scelto la piattaforma X per inviare un messaggio di profonda vicinanza alle istituzioni e al popolo italiano. Un messaggio significativo, scritto interamente in lingua italiana e indirizzato direttamente al vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
Il messaggio di Gideon Saar
«Sono rimasto sconvolto nell’apprendere del vile attentato avvenuto a Modena in cui dei civili sono stati investiti e accoltellati», ha scritto Saar sul social network, usando parole inequivocabili per condannare la dinamica della strage, tristemente simile a molti degli attacchi che Israele stesso si trova ad affrontare sulle proprie strade.
Il capo della diplomazia israeliana ha poi voluto rivolgere un pensiero a chi, in queste ore, piange i propri cari o lotta in un letto d’ospedale: «Desidero esprimere la mia solidarietà al governo italiano e alle famiglie delle vittime in questo momento difficile, e augurare una pronta guarigione a tutti coloro che sono stati colpiti da questo terribile evento».
Un asse contro il terrore
Le parole di Saar non sono un semplice atto dovuto. Il legame tra Roma e Gerusalemme si riconferma saldo proprio nei momenti del dolore e della massima allerta securitaria. L’asse tra Tajani e il suo omologo israeliano dimostra come la sfida alla violenza cieca e al radicalismo veda le democrazie occidentali unite sulla stessa linea del fronte.
Mentre a Modena si scava nel passato dell’attentatore e si cercano risposte su una dinamica che ricalca i peggiori incubi della cronaca internazionale, il messaggio che arriva da Israele è chiaro: l’Italia non è sola di fronte alla minaccia. Ora la parola passa agli inquirenti, ma il peso politico e morale di questa solidarietà rimarca l’urgenza di non abbassare mai la guardia.





