#POLITICA #ULTIME NOTIZIE

La premier sfida le opposizioni: “Andiamo avanti senza rimpasto”

Ariel Piccini Warschauer.

Non è il volto della resa, ma quello di chi decide di alzare un muro. Giorgia Meloni entra nell’Aula di Montecitorio con un obiettivo preciso: blindare i suoi ministri e scacciare i fantasmi di una crisi di governo che le opposizioni, rinvigorite dal recente “No” referendario, evocano ormai a ogni seduta. “Nessun rimpasto, nessuna ‘fase due’ o alchimia di palazzo”, scandisce la premier. “Il governo non si è mai fermato”.

La squadra di governo è al gran completo sui banchi dell’Esecutivo. Alla destra della premier siede Antonio Tajani, alla sinistra Matteo Salvini: un’immagine di unità plastica che serve a spegnere le voci di tensioni interne dopo le dimissioni dei giorni scorsi (Santanchè e Delmastro). Per Meloni, il risultato del referendum sulla giustizia è stato “un’occasione storica persa”, ma non un segnale di stop. “Il voto si rispetta, ma la riforma resta una necessità”, dice, sfidando Schlein e Conte che dai banchi della minoranza la incalzano su una legislatura che appare sempre più in salita.

Ma è sulla politica estera che il tono si fa drammatico. Meloni sposta l’asse del discorso sulla polveriera mediorientale. “In Iran siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno”, avverte la premier, riferendosi all’escalation militare che minaccia di travolgere gli equilibri globali e i prezzi dell’energia. Un allarme che serve anche a richiamare l’Aula a un senso di responsabilità nazionale, quasi a voler dire che, con una guerra alle porte, le “beghe di palazzo” italiane sono un lusso che il Paese non può permettersi.

La replica delle opposizioni è però durissima. Elly Schlein parla di un governo “scollegato dalla realtà”, mentre Giuseppe Conte accusa la premier di usare la politica estera come “scudo umano” per nascondere i fallimenti interni. Il dibattito prosegue al Senato nel pomeriggio, ma il segnale inviato da Meloni è chiaro: l’Esecutivo sceglie l’arrocco, scommettendo sulla tenuta della coalizione per completare la legislatura, nonostante le crepe che iniziano a farsi profonde.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti