Immigrazione, l’Europa chiamata a trovare un equilibrio tra sicurezza e tutela dei diritti
Goffredo Buccini sul Corriere della Sera scrive che il dibattito sull’immigrazione tende a riaccendersi solo davanti a tragedie o fatti di cronaca, per poi spegnersi rapidamente. Il tema continua a essere affrontato più come terreno di scontro politico che come questione strutturale, mentre l’Europa è chiamata a trovare un equilibrio tra sicurezza e tutela dei diritti. L’autore prende spunto dall’approvazione del nuovo Patto europeo su migrazioni e asilo, che introduce procedure comuni per la gestione delle frontiere ma prevede anche un significativo irrigidimento delle politiche migratorie. Se le destre salutano la riforma come una svolta, organizzazioni umanitarie e giuristi esprimono forti perplessità per il possibile indebolimento del diritto d’asilo, evidenziando le procedure accelerate, il ricorso alla detenzione amministrativa e la crescente esternalizzazione della gestione dei migranti.
Buccini osserva come negli ultimi anni l’atteggiamento europeo sia profondamente cambiato: dalle politiche di accoglienza si è passati a una crescente richiesta di controllo, alimentata da guerre, pandemia, crisi economiche e timori per la sicurezza. In questo contesto, l’immigrazione è diventata un potente fattore elettorale, con il rischio di favorire slogan e semplificazioni. Anche in Italia, sostiene, permane una contraddizione tra la richiesta di limitare gli sbarchi e il mantenimento di norme che continuano a produrre irregolarità. L’editoriale richiama infine il significato della visita che Papa Leone XIV compirà il 4 luglio a Lampedusa. Per Buccini, la scelta del Pontefice rappresenta un invito a non assuefarsi alle morti nel Mediterraneo e a non perdere di vista la dimensione umana del fenomeno migratorio. La politica, conclude, deve evitare che la contrapposizione tra sicurezza e solidarietà si trasformi in una rinuncia ai valori fondamentali delle democrazie europee.





