Il Comune di Lucca intitola un parco pubblico al giurista Giuseppe Pera ma resta il problema Museo del Risorgimento
Roberto Pizzi.
L’assessore al Bilancio del Comune di Lucca, Moreno Bruni, ha annunciato – tramite il quotidiano “La Nazione” del 27 giugno – la prossima intitolazione al giurista Giuseppe Pera di un parco pubblico nella località di San Lorenzo a Vaccoli. Lo ha deciso in questi giorni la Giunta comunale con una apposita delibera. L’assessore ha anche fatto apprezzabili considerazioni sull’importanza della Toponomastica, funzione istituzionale del Comune, la quale permette di preservare la memoria di chi ha apportato benefici alla collettività, come nel caso specifico del professor Pera, studioso e giurista di fama internazionale. L’annuncio di tale decisione ci fa piacere anche per l’implicita conferma al senso nel nostro articolo del 22 giugno scorso, su sfogliamo.eu, dimostratosi tempestivo e pertinente. In esso si ricordava l’importanza della conservazione dellamemoria ed in particolare quella di un personaggio come Giuseppe Pera, sempre distintosi nella sua esistenza, sia professionale che intellettuale, per acutezza di pensiero e per difesa dei valori democratici.
Questa iniziativa annunciata dall’assessore suddetto ci sembra anche una risposta agli inviti rivolti al Comune di Lucca affinché torni ad esercitare le sue prerogative istituzionali scegliendo i nomi appropriati di uomini e donne distintisi nel passato, per intitolare ponti, strade, parchi pubblici od altro ancora. Ossia, una replica indiretta alle polemiche sull’ intitolazione del nuovo Ponte sul Serchio, la cui scelta è ancora sospesa e controversa. Come noto, il Sindaco di Lucca ha delegato l’amministrazione provinciale a fare questa scelta mediante una procedura insolita che ha destato molte critiche. Fra queste, l’ultima è di Franco Cardini, storico medievista di fama internazionale, ben conosciuto a Lucca e non certo ostile pregiudizialmente all’indirizzo politico della giuntacomunale di Centro-destra guidata dal sindaco Pardini. Lo studioso fiorentino ha rilasciato un’intervista al giornale “La Nazione” in data 20 giugno (titolo: “La battaglia supera i confini di Lucca – Cardini aderisce all’appello per Ungaretti”) nella quale “tira le orecchie” proprio al sindaco della città per avere “abdicato” alle sue prerogative, permettendo alla Provincia di scegliere attraverso una procedura anomala il nome che dovrebbe essere attribuito all’opera pubblica realizzata di recente. Cardini, oltre a indicare come sua preferenza personale il nome prestigioso di Giuseppe Ungaretti, ha usato (sebbene in termini ipotetici), sostantivi pesanti per il Sindaco Pardiniqualora non tornasse ad assumersi le sue responsabilità sulla procedura della scelta toponomastica.
È da registrare, comunque, un tasso di nervosismo crescente nella dialettica politica locale (che forse risente della situazione nazionale), in quanto anche nel nostro capoluogo fra un anno vi saranno le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale. In particolare ci dispiace la trascuratezza e la leggerezza con cui si trattano questioni culturali importanti, alle quali si è aggiunto di recente un motivo di insoddisfazione per la insensibilità sulla sorte del piccolo ma ben strutturato Museo del Risorgimento, per il quale si teme una rimozione dalla attuale sede. Con un rimpallo di responsabilità fra la Provincia e il Comune di Lucca si stanno manifestando incertezze sulla sistemazione definitiva di questa struttura museale, preziosa memoria storica utile non solo alla nostra provincia. Si parla di uno sfratto imminente e si paventa una marginalizzazione se non una chiusura, o un affidamento a gestioni ancora ignote ed inadeguate. Vogliamo sperare che la Provincia, la quale ospita al momento questo istituto culturale, trovi una dignitosa soluzione insieme al Comune capoluogo, per non gettare il nome di Lucca “nel ridicolo” che non merita per il valore del suo passato storico e risorgimentale.





