I pantaloncini corti e la conferenza stampa, a Livorno discutono sull’abbigliamento della vicesindaca
Tutto ci si poteva aspettare fuorché il dibattito che ruota da anni attorno agli Orti Urbani di Livorno potesse trasformarsi in una questione sessista. Ne parla Il Telegrafo. La mente umana però si sà, non smette mai di sorprendere, e così anziché entrare nel merito della questione ci si è ritrovati a commentare l’abbigliamento della vicesindaca Libera Camici. Dopo la conferenza stampa convocata d’urgenza, aspetto da tenere a mente, dal sindaco Salvetti per rispondere alle accuse di connivenza mosse nei confronti dell’amministrazione, i social sono diventati teatro di un vero e proprio dibattito i cui toni però hanno ancora una volta superato il limite. Internet ha infatti lo straordinario potere di far regredire l’uomo ad uno stato primordiale in cui la parola rispetto risulta sconosciuta, e così un utente si è ritrovato a commentare: “Perché mai la vicesindaca indossava (si suppone) calzoncini cortissimi? Si tratta forse di un abbigliamento ritenuto consono ad una pubblica conferenza stampa? Se la risposta è sì forse si ritiene naturale che gli scosci femminili siano universalmente consentiti in ogni contesto, anche formale, mentre quelli maschili no”.
“Il rispetto per l’istituzione non sta nella lunghezza di una gonna o di un pantalone – è la risposta che arriva dalla vicesindaca Camici -. Sta nel lavoro che fai ogni giorno, nelle scelte che prendi, nel modo in cui rappresenti i cittadini. Voglio essere molto chiara su un punto – ha spiegato ancora Camici – ieri la conferenza stampa non era un impegno istituzionale preventivato ma sopraggiunto e lo preciso, non certo per giustificare il mio abbigliamento, perché non ho la minima intenzione di farlo. Lo preciso per far emergere l’assurdità della situazione: di fronte a un dovere sopraggiunto a cui ho risposto con prontezza, c’è chi ha preferito guardare l’orlo del mio vestito anziché la mia presenza”.





