Hantavirus, tra due mesi sapremo se può essere considerata chiusa questa brutta storia
Hantavirus, c’è da preoccuparsi oppure no? Il virologo Roberto Burioni su Repubblica spiega che i due olandesi di Haulerwijk, nella Frisia sono stati sottovalutati. Il dottore di bordo ha escluso all’inizio la malattia infettiva.
La moglie Mjriam «a Johannesburg era su una sedia a rotelle, aveva la testa reclinata di lato, la malattia la stava già aggredendo, era evidente», secondo le testimonianze. Poi è morta in ospedale. Ma sulla Hondius lo hanno saputo solo il giorno dopo. E in contemporanea con un altro passeggero che ha cominciato a manifestare sintomi. Soltanto in quel momento si è attivata l’indagine epidemiologica ed è stato attivato il piano Shield che prevedeisolamento, protocolli di igiene e monitoraggio medico. Troppo tardi. Perché, spiega il virologo, «la nostra conoscenza del virus deriva soprattutto dall’osservazione di un episodio epidemico che ha interessato 34 persone (con 11 morti) avvenuto in un paese di circa 3000 abitanti nell’Argentina rurale. Dunque del virus delle Ande sappiamo molto poco, e non sappiamo quanto quel poco sia trasferibile a contesti differenti».
Ma soprattutto, aggiunge Burioni, i virus mutano. E possono diventare più contagiosi. Questo può avere un’incubazione di 60 giorni. Quindi, è il ragionamento, soltanto tra due mesi e se nessuno sarà risultato positivo al virus potremo «tirare un sospiro di sollievo e ritenere chiusa questa brutta storia». Ma intanto uno dei cittadini francesi «ha manifestato sintomi sul volo di rimpatrio» atterrato nel pomeriggio all’aeroporto di Le Bourget, vicino a Parigi, ha annunciato il primo ministro Sébastien Lecornu alla X. Secondo un decreto pubblicato nella notte nella Gazzetta Ufficiale, le cinque persone che erano a bordo della MV Hondius sono state poste in quarantena in attesa di una valutazione medica ed epidemiologica.





