Giorgia non si scompone e ribadisce la fiducia al ministro Giuli
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, a quanto apprende l’Ansa, è stato circa un’ora a Palazzo Chigi.
Giuli è arrivato attorno alle 15.15 nella sede del governo, pochi minuti prima della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ieri è emersa la notizia della decisione di Giuli di cambiare i vertici del proprio staff, con i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro.
“Da parte della presidente del Consiglio è stata ribadita la piena volontà di sostenere l’azione di un Ministero centrale per l’Italia. È emersa, anche sul piano formale, la solidità di un rapporto cordiale e proficuo tra il capo del governo e il ministro Giuli, relegando le polemiche emerse nelle ultime settimane alla normale dialettica politica, in un contesto reso particolarmente complesso dall’attuale scenario internazionale”. Lo riferiscono fonti Palazzo Chigi, dopo l’incontro “chiesto e ottenuto” dal ministro della Cultura Alessandro Giuli con la premier Giorgia Meloni “al fine di confermare e ribadire la piena sintonia all’interno dell’azione di governo”.
“State creando un caso sul niente. È una dinamica naturale che un ministro possa scegliere o meno il proprio collaboratore. Sinceramente non vedo la notizia. Come al solito c’è chi parla di risultati e di risposte e chi invece fa gossip e basso chiacchiericcio”, ha dichiarato Arianna Meloni a margine di un’iniziativa elettorale. Nel frattempo, fonti del ministero precisano che nella giornata di ieri i decreti di licenziamento “non esistevano ancora materialmente” e che non erano stati ancora formalizzati dal ministro. Oggi invece i provvedimenti sarebbero stati notificati, mentre si rincorrono le voci su nuove ‘epurazioni’ al Mic: “Non è finita…”, assicura una fonte.





