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Gaza, Hamas conferma l’eliminazione di Mohammed Odeh e giallo sulla successione del capo delle Brigate Al-Qassam

Ariel Piccini Warschauer.

La conferma è arrivata con una nota ufficiale che mette fine alle speculazioni delle ultime ore, ma apre una nuova, delicatissima fase di incertezza all’interno del comando militare della Striscia. Hamas ha ammesso l’uccisione di Mohammed Odeh, l’inafferrabile capo delle Brigate al-Qassam, l’ala militare del movimento islamista.

Odeh, considerato da anni uno dei principali bersagli dell’intelligence e delle forze armate israeliane, è rimasto ucciso in un raid aereo mirato nel cuore di Gaza. L’operazione, descritta dalle forze di difesa israeliane (IDF) come un “colpo chirurgico e devastante alla catena di comando del terrorismo”, segna uno dei successi più significativi per lo Stato ebraico dall’inizio del conflitto.

Ciò che colpisce nel comunicato diffuso dal braccio politico di Hamas, tuttavia, non è solo il tono di martirologio solenne riservato a Odeh, ma un’omissione che gli analisti ritengono pesantissima: il nome del suo successore.

La nota non specifica chi prenderà le redini delle Brigate al-Qassam. Una scelta che gli esperti di sicurezza interpretano su un doppio binario: Evitare di esporre immediatamente il nuovo leader alla macchina da guerra e ai droni di Tel Aviv, che negli ultimi mesi hanno dimostrato una capacità di penetrazione informativa letale. E la difficoltà nel trovare un consenso rapido tra le diverse anime del movimento, diviso tra i leader rimasti sul campo a Gaza e l’ufficio politico in esilio in Qatar e in Turchia intenti a spartirsi e investire un fiume di decine e decine di milioni di dollari al mese.

L’eliminazione di Odeh priva l’ala militare di Hamas di un comandante strategico chiave, capace finora di coordinare la guerriglia urbana e la gestione della rete di tunnel sotterranei. Fonti della difesa israeliana commentano con cautela, sottolineando che “la pressione militare continuerà finché la minaccia non sarà del tutto sradicata”, mentre a Gaza si respira un’atmosfera di massima allerta per il rischio di un’immediata escalation o di una risposta missilistica.

Resta da capire se il vuoto di potere temporaneo al vertice delle Brigate al-Qassam accelererà il collasso della struttura militare o se, al contrario, spingerà le cellule più radicali a compiere attacchi dimostrativi per rivendicare l’eredità del comandante eliminato dopo una caccia all’uomo durata tre anni. 

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