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Galli della Loggia consiglia a Meloni di contrapporre a Vannacci una destra europeista e liberale sui diritti

Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera analizza l’ascesa del generale Roberto Vannacci e le possibili conseguenze per la leadership di Giorgia Meloni e per gli equilibri del centrodestra. L’autore ricorda che la vittoria elettorale del 2022 aveva consegnato a Meloni una solida maggioranza e il primo governo della storia repubblicana riconducibile a una destra costruita attorno a Fratelli d’Italia.

Secondo Galli della Loggia, quel successo avrebbe potuto favorire un’apertura verso il centro e il coinvolgimento di forze moderate, scelta che però non è stata perseguita. L’emergere di Vannacci, accompagnato da una crescente visibilità e da sondaggi favorevoli, porta l’editorialista a chiedersi se dietro la storia del governo Meloni non vi siano dinamiche meno evidenti. Il generale rappresenta infatti un fattore potenzialmente destabilizzante per la maggioranza e potrebbe incidere sugli equilibri politici in vista delle prossime elezioni.

Galli della Loggia colloca inoltre la vicenda nel contesto delle tensioni internazionali, segnato dall’aggressività della Russia e dal progressivo ridimensionamento della presenza americana in Europa. Ricorda come il sostegno all’Ucraina sia stato uno degli elementi caratterizzanti dell’azione di Meloni, una posizione che ha suscitato la dura ostilità di Mosca. In questo quadro richiama anche i rapporti che negli anni hanno legato Matteo Salvini e il suo entourage alla Russia, oltre al passato di Vannacci come addetto militare italiano a Mosca. Per l’autore, è sbagliato presentare Vannacci come un alleato della sinistra. Al contrario, il generale appartiene pienamente all’area della destra e raccoglie consensi facendo leva su problemi e malesseri reali, proponendo però soluzioni che Galli della Loggia giudica semplificate. Per l’editorialista, Meloni dovrebbe affrontare apertamente questa sfida politica, contrapponendo a Vannacci una destra europeista, conservatrice e liberale sui diritti. Una scelta che potrebbe rafforzarne l’identità politica e favorire un dialogo con il centro.

Galli della Loggia consiglia a Meloni di contrapporre a Vannacci una destra europeista e liberale sui diritti

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