Fondazione Monte dei Paschi e la vecchia discussione sulla distribuzione degli utili a pioggia o l’idea di grandi opere
Dall’incontro tra la presidente della Provincia Agnese Carletti, i sindaci e il presidente della Fondazione Monte dei Paschi Riccardo Coppini, secondo La Nazione, emerge una visione armoniosa. Per Nicoletta Fabio, (Siena) la Fondazione Mps deve essere “non semplicemente un erogatore di risorse, ma un partner istituzionale dello sviluppo locale”; per Susanna Cenni (Poggibonsi), “la Fondazione deve far parte insieme alla Provincia e ai Comuni di una cabina di regia per lavorare in maniera assidua alla costruzione di una visione del territorio”; per Giuseppe Gugliotti (Sovicille), “la Fondazione, grazie alla ritrovata solidità, può guardare anche a un percorso di condivisione di interventi pluriennali, una volta condivisa la ricognizione delle priorità”. Il presidente Riccardo Coppini (nella foto) accompagnato dal provveditore Marco Forte (in scadenza di mandato a fine anno), ha detto che il tempo delle distribuzioni degli utili a pioggia è finito. Va aggiunto che è finito da un pezzo, purtroppo, perché questa condanna di quella che viene chiamata distribuzione degli utili a pioggia per decenni ha consentito a un territorio di crescere, di mantenere un tessuto sociale e associativo vivo, di restaurare chiese e case del popolo, scuole e asili. E, comunque, l’idea di concentrare gli utili su grandi opere è vecchia come il cucco. Ne parlavano già negli anni Sessanta gli amministratori del Monte dei Paschi che riuscivano a distribuire a pioggia e a costruire opere importanti.





