E’ in crisi il diritto internazionale perché manca una forza poliziesca e giudiziaria mondiale
“La crisi del diritto internazionale – osserva sul Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia – è sotto gli occhi di tutti: con la conseguenza di un sempre più generalizzato e indiscriminato ricorso all’uso dello scontro aperto, alla guerra. Che però tende a dare ragione non a chi ce l’ha ma a chi è più forte, producendo dunque a propria volta un ulteriore aggravamento della crisi del diritto in questione. Se ci chiediamo però perché le regole di questo contano sempre di meno non dobbiamo accontentarci della risposta abituale — perché ci sono dei governi cattivi che non le rispettano — che come si capisce è una finta risposta che non spiega nulla. La verità è che il diritto internazionale non funziona più perché, in mancanza di una forza poliziesca e giudiziaria mondiale capace di imporne il rispetto agli Stati (una forza di questo tipo era ad esempio anche il bipolarismo Usa-Unione sovietica esistente fino a una quarantina di anni fa), è venuta meno l’unica, ulteriore, condizione capace di mantenerlo più o meno in vigore. Vale a dire l’esistenza almeno tra la maggioranza degli Stati di un comune sentire, di un comune tessuto di carattere sostanzialmente culturale, fatto di valori e di principi. È da una tale circostanza storica, infatti, che è nato il diritto internazionale: quando all’interno della «Res publica Christiana», i regnanti dell’Europa medievale e moderna, si sentirono spinti non solo dal proprio interesse (mantenere la condizione di equilibrio delle potenze creatasi con la pace di Westfalia) ma anche dalla propria fede a osservare un certo codice di regole (benché solo tra di loro: con i Paesi e i popoli non europei era invece ammesso di tutto!). Alla fine della Seconda Guerra mondiale — seppellita ormai qualunque idea di «Res publica Christiana» — la rifondazione di fatto del diritto internazionale avvenne con la nascita delle Nazioni Unite nel 1945. Il diritto internazionale è in crisi, insomma, non già perché in giro ci sia un gran numero di furfanti e di briganti che non lo rispettano (che naturalmente ci sono eccome!) ma perché è venuto meno anche in minima misura il sentire comune circa il bene e il male, il vero e il falso, in troppi di coloro che parlano a suo nome”.





