L’Africa alza la voce, se l’epidemia fosse scoppiata in Occidente ci sarebbe già il vaccino
L’epidemia di Ebola fa paura, serve il vaccino: l’obiettivo è averlo a disposizione entro pochi mesi. “Quello che possiamo dire con certezza è che entro la fine di quest’anno, il 2026, Africa Cdc farà sì che avremo un vaccino e un farmaco contro il virus Bundibugyo“, ha assicurato il direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) Jean Kaseya, durante l’ultimo briefing sull’emergenza in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con casi registrati anche in Uganda.
“Ad oggi non abbiamo vaccini e farmaci approvati – ha spiegato – Abbiamo alcuni candidati. Ho anche ricevuto un messaggio dal ministro della Salute russo, che mi informava che la Russia ha sviluppato un vaccino. Il mio team sta lavorando con il team russo e con tutti gli altri partner per capire”. Al riguardo un’esperta della squadra dell’agenzia di salute pubblica dell’Unione africana ha poi specificato che questo vaccino russo è mirato alla specie Zaire del virus Ebola e che i meeting con i ricercatori russi permetteranno di chiarire perché ritengono che possa essere efficace anche contro Bundibugyo.
“Non voglio parlare di quali siano le evidenze finora” dagli studi in corso, “ma abbiamo alcuni candidati”, ha continuato il Dg. E, alla luce di questo, Kaseya si è mostrato determinato e fiducioso del fatto che entro la fine dell’anno si possa arrivare ad avere la disponibilità di un vaccino e di un trattamento. “Se un giorno dovessimo avere di nuovo una quarta ondata da Bundibugyo”, ha ribadito, “avremo il vaccino e il farmaco. I nostri leader sono pronti a investire. Noi stiamo investendo a livello tecnico e strategico per garantire che ciò accada”. Anche se Kaseya non ha mancato di far notare che “se questa epidemia fosse stata nei Paesi occidentali si sarebbero già condotte ricerche, si sarebbero già sviluppati vaccini e farmaci”, e che “la popolazione” africana non può che pensare che “sia un trattamento ingiusto”, si chiede “perché ci sono vaccini e farmaci per altre malattie e non per questa”.





