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L’intelligenza artificiale potrebbe portare benefici a chi ha competenze elevate e accentuare le disuguaglianze

Il governatore di Bankitalia Panetta nelle sue Considerazioni finali ha parlato dell’uso dell’intelligenza artificiale nella contemporaneità: “In questo campo la rapidità di azione è cruciale. L’Unione ha definito regole per l’uso dei modelli e delle informazioni, una strategia per lo sviluppo del settore e programmi di investimento dedicati. Dispone inoltre di un ampio patrimonio di dati e di competenze scientifiche su cui far leva per sviluppare le applicazioni e promuoverne l’adozione. Eppure i ritardi nell’attuazione delle iniziative già avviate rischiano di frenare i progressi e di ampliare il divario con le altre grandi economie”. 

Per Panetta, l’impatto sul lavoro dell’intelligenza artificiale “merita particolare attenzione” in quanto “il contenuto del lavoro cambierà, anche se non è ancora possibile prevederne pienamente gli sviluppi” ma questa “transizione non sarà priva di costi. Non tutti i lavoratori potranno spostarsi agevolmente dalle attività rese obsolete verso quelle nuove” e “i benefici potrebbero concentrarsi su chi possiede competenze più elevate, accentuando le disuguaglianze”. 

Per cui, ha detto ancora, per fare sì che “l’intelligenza artificiale diventi una leva di crescita diffusa, occorre favorirne l’adozione nelle imprese, incluse quelle piccole e medie, e investire nella formazione delle persone. I lavoratori più esposti al cambiamento vanno tutelati e accompagnati nella riqualificazione delle competenze, affinché i guadagni di produttività si traducano non solo in maggiore efficienza, ma anche in nuove opportunità di lavoro e in una più ampia partecipazione ai frutti dell’innovazione”.

E ancora: “Il miglioramento dei risultati economici consente agli intermediari italiani di investire con maggiore intensità in tecnologia” e “la spesa dei gruppi maggiori è allineata a quella delle principali banche europee” mentre quella “degli intermediari minori restano più indietro, pur in presenza di esperienze avanzate. L’intelligenza artificiale – ha quindi spiegato Panetta – accelererà questa trasformazione, incidendo sulle modalità di offerta dei servizi finanziari, sulle scelte in materia di pagamenti e sulla gestione del risparmio. Per gli intermediari la sfida è organizzativa, oltre che tecnologica. Per cogliere i benefici dell’innovazione e rispondere al cambiamento della domanda, dovranno investire nelle competenze e riorganizzare i processi”.

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