Tra il papa e il presidente Usa la premier Meloni sceglie Prevost
Riccardo Illy su InPiù parla della scelta su chi difendere tra il papa e il presidente degli Stati Uniti.
Quando deve scegliere tra Papa Leone e Presidente Donald, Premier Giorgia non ha esitazioni; preferisce il primo. Probabilmente non si sarebbe mai aspettata di dover fare questo tipo di scelta; ma mai in passato il Presidente della maggiore potenza mondiale si era azzardato a criticare, addirittura insultandola, la massima autorità religiosa mondiale. Probabilmente Giorgia Meloni, per il rispetto dovuto al Papa e per l’influenza che ha sull’opinione pubblica italiana, avrebbe sempre fatto questa scelta. Oggi più che mai. Il Papa di norma resta in carica fino alla sua scomparsa e Prevost è relativamente giovane, mentre l’orizzonte politico di Trump è di nemmeno tre anni. La religione cattolica, grazie all’opera di evangelizzazione accelerata da Papa Woytila e poi proseguita con i suoi successori, sta consolidando il suo primato grazie a un crescente numero di fedeli, mentre la diffusione dell’Islam rallenta a causa della denatalità che sta colpendo anche quei paesi. Gli USA stanno perdendo la loro egemonia tecnologica e economica nei confronti della Cina; il cui export cresce a doppia cifra non più grazie alle t-shirt ma grazie a prodotti tecnologicamente avanzati nei settori delle energie rinnovabili, delle telecomunicazioni e dell’automotive.
Papa Prevost, proprio grazie all’ intelligenza e fermezza della sua (non) risposta alle critiche di Trump, ha rinforzato grandemente la sua immagine agli occhi dell’umanità. Il consenso del Presidente Trump è in caduta libera, circa due terzi degli americani non approva la sua gestione. Anche l’”amico” Putin, in occasione della parata del 9 maggio, lo ha scaricato; preferendogli Schroeder, o altro personaggio indicato dalla UE, per l’avvio di una negoziazione con l’Ucraina per porre fine alla guerra. Quanto all’altra guerra, iniziata proprio dagli USA, in Iran Trump si sta coprendo di ridicolo; con annunci a raffica che vengono puntualmente smentiti. Persino i Tribunali (anche a maggioranza di Giudici conservatori) gli hanno dato ripetutamente torto; bocciando i dazi del 15% e pochi giorni fa anche quelli di ripiego del 10%. All’inizio del suo mandato Giorgia Meloni aveva puntato con fermezza su alcuni cavalli; l’Ucraina, la UE, Trump… Non poteva azzeccarli tutti; Trump era quello più azzardato, anche perché essendo un nazionalista se deve scegliere fra gli interessi (a breve) del suo paese e quelli generali che includono quelli degli “amici” sceglie ovviamente i primi. Rispetto al primo mandato questa volta si è spinto verso decisioni poco meditate e molto rischiose, e gli è andata male. Fra qualche mese rischia di diventare un’anatra zoppa. Come dare torto alla Presidente Meloni?





