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Firenze nelle immagini dell’Archivio Foto Locchi fino al 18 ottobre a Villa Bardini

Atmosfere, suggestioni, cambiamenti. Non è un semplice racconto, ma un ricordo collettivo, potente e contradditorio, unico e stratificato: la mostra “Firenze ’50, ’60, ’70: Immagini dall’Archivio Foto Locchi” – visitabile fino al 18 ottobre a Villa Bardini – è un viaggio lungo tre decenni nell’identità fiorentina, un percorso di 150 immagini che condensano la cronaca quotidiana della città con i valori della sua comunità: precisione e lirismo, razionalità e utopia. La Nazione racconta l’inaugurazione della mostra di foto dell’Archivio Foto Locchi.

L’esposizione curata da Giovanna Uzzani “dà continuità all’impegno concreto che abbiamo preso di valorizzare il patrimonio immateriale di Firenze – spiega il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Bernabò Bocca, sostenitore del progetto – Si tratta di trasformare uno spazio pubblico in luogo di riconoscimento e rilettura del passato, filtrati attraverso uno sguardo lucido ed emozionale che abbraccia valore documentario e forza narrativa”. 

Registro descrittivo, gusto per la composizione, qualità dello scatto: lo “Stile Foto Locchi” affonda le sue radici nella tradizione toscana della bottega artigiana, avviata dal fondatore Tullio nel 1924 e arrivata a contare sotto la direzione artistica di Silvano Corcos fino a trenta maestri fotografi. Oggi, la bottega è diventata archivio, con 300 mila immagini digitalizzate che parlano di arte, sport, società, cultura e vita quotidiana: la mostra è una selezione limitata di 150 opere, articolate in dieci nuclei tematici, che prendono il via dalla Firenze della ricostruzione, dove la mobilitazione degli operai della Nuova Pignone si intreccia con la rivoluzionaria Scuola di Barbiana di Don Milani, la comunità dell’Isolotto guidata da Don Mazzi con il dramma dell’alluvione, le piazze del Sessantotto con le avanguardie degli anni Settanta. 

Firenze città del lavoro e dei diritti come delle tradizioni popolari e del glamour: nella seconda e terza sezione, i tuffi in Arno e i bagni di sole, le domeniche allo stadio e i picnic fuori porta, si alternano ai grand tour mondani di scrittori, artisti, stilisti e star del cinema, che acquistano capi di alta moda e frequentano i salotti più eleganti della città: il Teatro Comunale in Corso Italia e il Teatro della Pergola, la libreria Seeber di Via Tornabuoni lo storico dehor delle Giubbe Rosse

Una sala è dedicata alla Fiorentina, ripercorrendo il primo scudetto vinto nel 1955-56, la Coppa delle Coppe e la Coppa Italia conquistata nel 1960-61, il secondo titolo nel 1969, e il debutto del diciottenne Giancarlo Antognoni nel 1972. Non solo calcio, però: scorrono infatti le immagini di Tazio Nuvolari nella leggendaria Ferrari 166 Spider Corsa e Gino Bartali che corre il Giro d’Italia e si allena in campagna. E poi ancora le mitiche edizioni del Maggio Musicale Fiorentino – sul palco e nel dietro le quinte – e i luoghi consacrati delle mostre, l’intimità degli studi d’artista e gli spalti en plein air di Forte Belvedere. Fino all’invenzione del Made in Italy sulla passerella della Sala Bianca di Palazzo Pitti, tra show room, straordinarie maison e ultime creazioni di moda:quando Firenze era ancora un brand

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