#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

L’Europa nel mirino dei terroristi al soldo di Teheran, l’allarme dell’intelligence tedesca

Ariel Piccini Warschauer.

Mentre l’Europa si attarda in equilibrismi diplomatici e distinguo morali, il nemico bussa alla porta. E ha il volto cupo dell’estremismo sciita telecomandato da Teheran. L’ultimo grido d’allarme arriva dalla Germania: l’intelligence tedesca ha messo nero su bianco che il livello di minaccia in Europa è salito a livelli di guardia. Nel mirino non ci sono più solo “semplici” azioni dimostrative, ma veri e propri attacchi letali pianificati da gruppi filo-iraniani pronti a colpire nel cuore del Vecchio Continente.

Al centro della relazione inviata dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV) al quotidiano Handelsblatt, c’è una sigla che incute timore: Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya, meglio conosciuta come Hayi. Non sono degli sprovveduti. Secondo gli 007 di Berlino, questa organizzazione utilizza una fitta rete di canali social e piattaforme criptate per coordinarsi e diffondere propaganda d’odio, pescando nel torbido della galassia estremista sciita.

La novità, se così si può dire, è l’escalation dei mezzi. Se fino a ieri si temevano azioni isolate e a bassa intensità, oggi il BfV avverte che Hayi ha deciso di «alzare l’asticella». La minaccia è esplicita: l’uso di «mezzi più pericolosi» per colpire istituzioni israeliane e quelli che loro definiscono, con la solita retorica fanatica, i «nemici dell’Islam» in Europa. In parole povere: gli occidentali e gli europei in particolare. 

Il gruppo non nasconde le proprie intenzioni. Attraverso una propaganda martellante, gli estremisti hanno chiarito la matrice politica delle loro azioni, legandola a doppio filo con la strategia di destabilizzazione che l’Iran sta portando avanti su scala globale. Non è un caso che l’allarme arrivi proprio ora, con il Medio Oriente in fiamme e il regime degli Ayatollah che cerca di esportare la tensione per alleggerire la pressione in patria.

Berlino parla di minaccia che riguarda la Germania ma che si estende a «molti altri Paesi europei». L’Italia, ovviamente, non può considerarsi immune. La domanda che sorge spontanea è: quanto siamo preparati? Mentre ci si interroga sulle quote e sull’accoglienza, i network del terrore approfittano della permeabilità delle nostre frontiere e della libertà dei nostri social per reclutare e pianificare. Non solo: il gruppo islamista avrebbe espresso il proprio sostegno alle piazze propal italiane e francesi. 

L’intelligence tedesca ha scoperchiato il vaso di Pandora. Ora spetta alla politica europea decidere se continuare a guardare altrove o se, finalmente, dare una risposta ferma ed efficace a chi ha deciso di portare la guerra santa nelle nostre strade. La minaccia degli “Hayi” è reale, è vicina e, soprattutto, non ha intenzione di fermarsi alle sole minacce verbali. 

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti