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Il birillone resta fino a quando la tecnologia non inventerà i birillini

Per togliere il cilindrone di viale Belfiore serve un atto volontario. Non un ordine, non una revoca. Una scelta del proprietario. Antonella Ranaldi, la soprintendente di Firenze, lo dice a margine di un evento in Santa Maria Novella: “Da quanto ho visto l’autorizzazione c’è, non so quante possibilità ci siano, a meno che non sia un intervento volontario”.

Palazzo Vecchio risponde poche ore dopo. La sindaca Sara Funaro rilancia: “Se è stato dato un assenso che non va bene, allora Ranaldi lo dica e spieghi le motivazioni”. Il punto resta lì, fermo: il silenzio-assenso è un assenso a tutti gli effetti. “Sentir dire che la Soprintendenza non aveva espresso un parere mi ha destato serissime perplessità. Su queste cose non si scherza” commenta la prima cittadina.

Intanto il cilindrone, che sarebbe meglio chiamarlo birillone, resta al suo posto. E’ lì dal 23 quel ripetitore e ci resterà fino a quando la tecnologia non inventerà i birillini.

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